Cultura e Spettacolo
a cura di Mario Mainino

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Opere liriche al Castello Sforzesco di Vigevano  luglio 2001 foto, presentazione e commenti sulla manifestazione



W  VERDI un solo grande amore!! La vita e i libretti di tutte le sue opere.

 

 

Teatro Cagnoni di Vigevano


Ricordo di Antonio Cagnoni
nel centenario della morte  11 dicembre 1996    Vigevano


Antonio Cagnoni
8 febbraio 1828 Godiasco (Pavia) - 30 aprile 1896 Bergamo
maestro di cappella a Vigevano (1856) e a Bergamo (1888)

La vena espressiva di Cagnoni si realizzò compiutamente nel genere buffo che, attorno alla metà dell’Ottocento, conobbe una rinnovata fortuna. A lui è dedicato il l Civico Teatro Antonio Cagnoni di Vigevano di Vigevano (Pavia) dove nell'ottobre 1875 vennero allestite due opere del cittadino vigevanese d'adozione Antonio Cagnoni, il Papà Martin e il Don Bucefalo.

Di fronte ad un pubblico, purtroppo ridotto, si è tenuto a Vigevano un convegno dedicato ad Antonio Cagnoni, a lui dedicato dalla città che lo ospitò per ben 21 anni, come maestro di cappella della cattedrale. Nel centenario della morte ci si è ricordati di un autore che fu cosi stimato dai contemporanei tanto da entrare nella lista dei prescelti per la composizione di quel requiem a più mani che doveva essere scritto per la morte di Rossini. Autore di diciassette opere liriche di cui nove nel genere buffo, quattro in quello semiserio e quattro nel genere serio, ebbe come librettisti Romani(1), C.Bassi(3), Ghislanzoni(4), M.Marcello(2), Piave(1), Tarantini(1), Giacchetti(3), Guidi(2) e i suoi lavori furono rappresentati a Milano (8), Genova(4), Torino(3), Roma (1), Lecco(1).
Nato a Godiasco il 8 febbraio 1828, fu maestro di cappella in cattedrale a Vigevano dal 1852 al 1873, a Novara dal 1873 al 1877, e a Santa Maria Maggiore a Bergamo sino alla morte avvenuta il 30 aprile 1896; a lui venne dedicato il massimo teatro di Vigevano.
"Godette di una certa popolarità come operista" cosi viene liquidato da alcune enciclopedie, e le sue opere citate sono Don Bucefalo(1847), Michele Perrin(1864), Papa Martin (1871), Francesca da Rimini(1878)
Nel convegno vigevanese, i primi relatori hanno illustrato più il panorama musicale nel quale visse che non piuttosto la sua figura; Sergio Martinotti ha aperto i lavori del convegno delineando la storia de "Il comico nel teatro musicale dell'800" partendo dal '700 con l'adagiarsi a schemi che diventavano sempre più obsoleti, fino al re dell'opera napoletana, Paisiello, ed al nuovo astro rossiniano se pur fischiato alla prima romana del Barbiere.
Un filone comico che passa attraverso il capolavori donizettiani del Don Pasquale e Elisir; sin quando l'Italia si divide guardando da una parte al grande motore della drammaturgia verdiana e dall'altro guardando oltralpe, con la scapigliatura, nella quale domina forse più la cornice del contenuto. Quando il grand operà irrompe con lo sguardo rivolto all'esotismo, Cagnoni da attento musicista, consapevole dei propri mezzi, si dedica con onestà al recupero della comicità nel teatro d'opera.
Danilo Prefumo ha voluto sottolineare il valore della musica strumentale dell'800 italiano, dovuta in primo luogo a grandi strumentisti come Paganini, Rolla, Giuliani, che portano avanti la tradizione nazionale di strumentisti e compositori quali Vivaldi, Sammartini e Tartini, ma senza potere contrastare il predominio dell'opera lirica, predominio indiscusso nel paese del bel canto, quasi che la mancanza di strumentisti fosse compensata dalla sovrabbondanza dei librettisti al contrario di quanto succedeva nello stesso periodo in Germania.
Alberto Cantù con la sua relazione "Il concertista va in scena" ha invece sottolineato come molte volte il valore dell'opera fosse legato all'interprete e non tanto al lavoro in se stesso, e come ai giorni nostri quando si tenta di recuperare un opera dimenticata sarebbe opportuno verificare la validità degli interpreti scelti per non sotterrare definitivamente il lavoro con un recupero mal fatto.
Terminati gli interventi che definirei di "assoluto contorno" nonostante il "nome" dei relatori, siamo entrati nel merito della figura di A.Cagnoni con la dott.ssa Maria Teresa Della Borra, che ha dimostrato di avere effettuato uno studio molto approfondito della produzione musicale di Cagnoni, partendo da quei primi lavori di saggio che gli venivano richiesti al Conservatorio come la "Rosalia di san Miniato" (1847) o quel Don Bucefalo(1847) che fu il saggio di chiusura dei suoi studi, e che fu coronato da "grandissimo successo" riconfermato in una successiva esecuzione a Marsiglia, tanto che il Cagnoni fu subito notato dal Ricordi che se lo assicurò.
Quando affronta l'opera seria con la "Claudia"(1866) la critica la definisce "grandiosa" e segnala "la fluidità della melodia che del moderno si abbella del meglio", anche il Ghislanzoni la criticò molto favorevolmente. Con "Papa Martin" inizia una fase ancora comica ma affrontata in modo diverso, si sente l'influsso della scapigliatura, l'ambientazione povera, il lavoro, il risparmio, i valori sociali, il comico (l'usuraio) unito al patetico( papà Martin) ne fa' un lavoro di successo, a Genova fu replicata sino al 1900.
La sua "Francesca da Rimini", che fu rappresentata accanto a "Le Roj de Lahore", ricevette critiche contrastanti, forse anche dovute agli interventi del Ghislanzoni con l'inserimento di balli e parate; alcuni la giudicarono "essere senza senso", altri segnalarono "l'intensa partecipazione, la fluidità melodica" la "miglior resa del IV atto dove l'autore da il massimo", e come l'autore fosse "melodista chiaro e fluido, decorato da spunti armonici", in ogni caso fu ancora rappresentata per ben 20 anni.
Il suo disagio per il gusto imperante, è stato ben delineato dalla relazione del vigevanese Carlo Ramella, che ha esaminato la numerosa produzione liturgica giacente presso gli archivi vigevanesi, a Novara e Bergamo, in un periodo dove il riferimento ad arie solistiche e a manomissioni del testo sacro per costruire affascinanti cattedrali sonore, sollecitava l'attenzione della Chiesa che richiamava ad una maggiore aderenza della musica sacra al proprio compito liturgico, il Cagnoni dimostrava "senso giusto ed equilibrato nell'intendere il classico romano ideale della musica sacra" a cui dovevano conformarsi gli autori. Non ha caso esistono "richiami" del Capitolo per quegli organisti che fanno sentire troppo "l'opera" nelle loro esecuzioni.
In ogni caso se Antonio Cagnoni non ebbe particolari interessi di ricerca per il nuovo, ha approfondito le "vie note" curando i dettagli, approfondendo la chiarezza del discorso musicale cercando di svincolarsi dal convenzionalismo, ed approfondendo il linguaggio armonico.

Mario Mainino

OPERE
Ha scritto musica per orchestra da camera e vocale, musiche sacre (fra cui una Messa da Requiem). Nacque nel 1828, lo stesso anno dei compositori Barthe, Cossoul, Gevaert, Jouret, Luzzi, Platania, Poise, Rossi, Schubert, Siboni.
"Rosalia di S Miniato" venne rappresentata il 28 febbraio 1845 a Milano (Conservatorio)
"I due savoiardi" venne rappresentata il 15 giugno 1846 a Milano (Conservatorio)
"Don Bucefalo", Melodramma giocoso in 3 Atti, venne rappresentata il 28 giugno 1847 a Milano (Conservatorio)

Don Bucefalo -Personaggi
Don Bucefalo, maestro di musica spiantato (Basso); Carlino, giovane militare (Tenore); Rosa, sua presunta vedova (Soprano); Agata (Mezzosoprano) e Giannetta (Soprano), contadine; Don Marco, benestante podagroso e spasimante di Rosa (Basso); il conte di Belprato, amante di Rosa (Tenore); contadini e contadine

"Il testamento di Figaro" è andata in scena il 26 febbraio 1848 a Milano (Teatro Re)
"Amori e trappole" è andata in scena il 27 aprile 1850 a Genova
"Il sindaco babbeo" venne rappresentata il 3 marzo 1851 a Milano (Teatro San Radegonda)
"La valle d'Andorra" è andata in scena il 7 giugno 1851 a Milano (Teatro della Cannobiana)
"Giralda" è andata in scena l'8 maggio 1852 a Milano (Teatro San Radegonda)
"La fioraia" è andata in scena il 24 novembre 1853 a Torino (Teatro Nazionale)
"La figlia di Don Liborio" venne rappresentata a Genova il 18 ottobre 1856
"Il vecchio della montagna, ossia L'Emiro" è andata in scena a Torino il 5 settembre 1860 (Teatro Carignano)
"Michele Perrin" venne rappresentata il 7 maggio 1864 a Milano (Teatro San Radegonda)
"Claudia" è andata in scena il 20 maggio 1866 a Milano (Teatro della Cannobiana)
"La tombola" venne rappresentata il 18 gennaio 1867 a Roma (Teatro Argentina)
"Gli amori di Cleopatra" è stata eseguita nel 1870
"Un capriccio di donna" è andata in scena il 10 marzo 1870 a Genova
"Papà Martin" (The Porter of Havre) è andata in scena a Genova il 4 marzo 1871
"Il duca di Tapigliano" venne rappresentata a Lecce il 10 ottobre 1874
"Francesca da Rimini" venne rappresentata il 19 febbraio 1878 a Torino (Teatro Regio)
"Il re Lear" è stata eseguita nel 1893.


La Biblioteca conserva la Raccolta Antonio Cagnoni (Godiasco, Pavia, 1818 - Bergamo 1896), musicista e direttore della Cappella musicale di Santa Maria Maggiore di Bergamo. La raccolta, giunta in Biblioteca nei primi anni di questo secolo, comprende soprattutto manoscritti musicali, diplomi, attestazioni di merito e lettere. Corrispondenza Antonio Cagnoni Sono raccolte in due volumi di "Diplomi e corrispondenza diversa" (MMB 352-353) 204 lettere e due post mortem (1858-1892) relative all'attività musicale, a rapporti con editori e a incarichi professionali.


 


Invito all'Opera Antonio Cagnoni di Maurizio Giarda Cagnoni fu uno dei più interessanti operisti di metà 800. Nacque a Godiasco (Pavia) nel 1828, studiò a Milano con Lauro Rossi e a 18 anni scrisse due opere “I DUE SAVOIARDI” e “ROSALIA DI SAN MINIATO”, e nel 1847 con “DON BUCEFALO” colse un vero trionfo e resterà la sua opera più popolare: è una commediola ambientata nel mondo dell’opera, si prova una nuova opera e il compositore Bucefalo è innamorato della prima cantante, Rosa, che però ama un giovane tenore; dopo una girandola di colpi di scena Bucefalo si deve arrendere. Si sentono echi di Donizetti nella musica, tra le pagine più valide l’aria di Rosa, “colui che mi dice”, la lezione di canto di Bucefalo a Rosa, la canzone popolare dei contadini “sorgi o notte amica”, il duetto Rosa-Carlino. Continua col genere comico scrivendo “AMORI E TRAPPOLE”, “IL TESTAMENTO DI FIGARO”, “LA FIORAIA”, tipiche commedie ilari, sentimentali: con “LA VALLE D’ANDORRA” tenta il genere semiserio mostrando una notevole tecnica strumentale, e con “CLAUDIA” del 1866 tenta il genere drammatico con buoni risultati. Nel 1870 ha un altro grande successo con “PAPÀ MARTIN”, di tono sentimentale, patetico. Altre opere di rilievo sono “IL VECCHIO DELLA MONTAGNA” e “MICHELE PERRIN”, commedia sociale che porta sulla scena i problemi del lavoro, il proletariato milanese, il vano tentativo di un giovane di campagna di lasciare la campagna e inserirsi nel mondo milanese. Dopo il 1870 nell’opera italiana avvengono grandi mutamenti e nuovi orientamenti, arrivano le opere di Wagner, Carmen, Boito, col “MEFISTOFELE”, tenta un opera filosofica, si trattano grandi temi spirituali, metafisici; anche Cagnoni tenta di aggiornarsi, del 1874 è “UN CAPRICCIO DI DONNA” che si svolge a Parigi nel 700, del 1878 “FRANCESCA DA RIMINI”, la sua opera più impegnativa, il tentativo di superare schemi convenzionali. Di particolare rilievo drammatico il finale con l’uccisione di Paolo e Francesca, notevole anche la caratterizzazione ambientale medievale. Si sente un influsso di Wagner nella strumentazione e accenti preveristi. Muore nel 1896.

tratto da Invito all'Opera Antonio Cagnoni  di Maurizio Giarda reperibile all'indirizzo :
http://www.primonumero.it/musica/classica.php?id=181


Elenco delle opere di Antonio Cagnoni
Gazzetta musicale di Milano 1896

N. Anno Mese/gg Città Teatro Titolo Genere Poeta

1

1845

28-feb

Milano Conservatorio di Musica Rosalia di S.Miniato semiserio Bassi

2

1846

15-giu

Milano Conservatorio di Musica I due Savoiardi semiserio Tarantini

3

1847

28-giu

Milano Conservatorio di Musica Don Bucefalo buffo Bassi

4

1848

26-feb

Milano Re Il testamento di Figaro buffo Bassi

5

1850

17-apr

Genova Carlo Felice Amori e trappole buffo Romani

6

1851

07-giu

Milano Canobbiana La Valle d'Andorra semiserio Giacchetti

7

1852

08-mag

Milano S.Radegonda Giralda semiserio Giacchetti

8

1853

24-nov

Torino Nazionale La Fioraia buffo Giacchetti

9

1856

18-ott

Genova carlo Felice Le figlie di Don Liborio buffo Guidi

10

1860

07-set

Torino Carignano Il vecchio della montagna serio Guidi

11

1864

12-mag

Milano Filodrammatici Michele Perrin buffo Marcello

12

1866

20-mag

Milano Canobbiana Claudia serio Marcello

13

1868

18-gen

Roma Argentina La Tombola buffo Piave

14

1870

10-mar

Genova Carlo Felice Un capriccio di donna serio Ghislanzoni

15

1871

04-mar

Genova Nazionale Papà Martin buffo Ghislanzoni

16

1874

10-ott

Lecco Sociale Il Duca di Tapigliano buffo Ghislanzoni

17

1878

19-feb

Torino Regio Francesca da Rimini serio Ghislanzoni

 
 
 
 
 
 
 

 

 

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Aggiornamento del 25/10/2007

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