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23/05/2026 17:12
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Più che un flash mob, è un ultimo saluto. L’ultimo sabato di apertura della Hoepli ha richiamato davanti alle vetrine della storica libreria decine di clienti affezionati, dipendenti e tanti milanesi che vogliono portare il proprio sostegno. . Un pomeriggio carico di nostalgia, come quando una città capisce di stare perdendo uno dei suoi luoghi simbolo.
Davanti all’ingresso la musica ha accompagna gli abbracci, le strette di mano, gli sgaurdi pieni di maliconiaa, mentre clienti storici e lavoratori si fermano a parlare come vecchi amici. Qualcuno racconta di quando veniva qui da studente, altri ricordano i pomeriggi passati a sfogliare libri senza comprare nulla. E intanto, tra scaffali sempre più vuoti e volti emozionati, la sensazione è quella di assistere all’addio a un pezzo di Milano.
La libreria abbasserà definitivamente le serrande il 25 maggio dopo la liquidazione della società. In tutto sono 89 i lavoratori coinvolti: circa cinquanta finiranno in cassa integrazione, una ventina saranno licenziati, mentre nove passeranno a Mondadori dopo l’acquisizione del ramo dell’editoria scolastica. Sullo sfondo resta anche il futuro dello stabile di via Hoepli, da tempo al centro di voci su una possibile vendita a un fondo immobiliare.
Ma oggi, almeno per qualche ora, numeri e trattative passano in secondo piano. Perché per tanti milanesi Hoepli non è soltanto una libreria. È un pezzo di memoria della città.