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30/04/2026 19:15
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

2 mila braccia destre alzate, anche quest’anno, tutte per Sergio Ramelli, davanti al murale a lui dedicato in via Paladini a Milano, dove è caduto vittima di un agguato. Il consueto triplice rito del “presente” ha seguito la deposizione delle corone per il 19enne militante del Fronte della Gioventù, colpito con delle chiavi inglesi il 13 marzo 1975 da un gruppo di appartenenti ad Avanguardia Operaia e morto il 29 aprile dello stesso anno. Il motivo dell’attacco, la sua pubblicazione di un tema di condanna contro gli atti terroristici delle Brigate Rosse.
La commemorazione era dedicata, ancora come ogni anno, anche a due altre morti milanesi: Enrico Pedenovi, consigliere del Movimento Sociale Italiano ucciso da militanti della sinistra armata il 29 aprile 1976, e Carlo Borsani dirigente della Repubblica Sociale Italiana giustiziato da un gruppo di partigiani. Per loro hanno sfilato in corteo per le vie meneghine diverse sigle dell’estrema destra, come Rete dei Patrioti, CasaPound, Lealtà Azione, con adepti appartenenti a diverse città italiane.
Il gruppo si è radunato intorno alle 20 in piazzale Gorini, sempre in zona Città Studi, formando 5 colonne dietro allo striscione nero con la scritta bianca “Onore ai camerati caduti”. Davanti, le corone per Ramelli, Pedenovi e Borsani, e in testa una bandiera italiana, trasportata da un giovane. Calate le tenebre, il corteo è partito in religioso silenzio, seguendo le indicazioni di marcia dettate in maniera quasi militare da Ettore Sanzanni, figura apicale della Rete dei Patrioti. Con un buio ancora più fitto, i partecipanti hanno acceso le fiaccole, che hanno scandito i due lati della mobilitazione.
Nessuna contestazione significativa, tranne un “Bella ciao” partito da un balcone e qualche insulto dopo l’ormai immancabile rito del ‘presente’ finale. Del resto, chi ha guidato il corteo è stato chiaro, esortando i partecipanti a non rispondere ad eventuali provocazioni, come invece accaduto l’anno scorso.