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08/01/2026 15:36
È una scoperta che porta la firma dell’Università di Milano-Bicocca: per la prima volta è stata identificata una vera galassia fantasma, un oggetto cosmico previsto dalla teoria ma mai osservato in modo così chiaro. Si chiama Cloud-9 ed è il primo candidato certo di Reionization-Limited H I Cloud: un alone di materia oscura che trattiene idrogeno, ma resta completamente privo di stelle.

Cloud-9 si trova a circa 14 milioni di anni luce da noi, nei pressi della galassia a spirale M94. A renderla unica è proprio ciò che manca: nonostante l’estensione enorme, oltre 4.500 anni luce, e una massa sufficiente a trattenere gas, al suo interno non si osserva alcun segno di formazione stellare. È il confine estremo tra ciò che diventa galassia e ciò che resta buio.

A confermare questa natura è stata una vera indagine cosmica condotta con alcuni dei più potenti strumenti oggi disponibili. Dopo una prima individuazione tramite radiotelescopi, le osservazioni decisive sono arrivate dal Hubble Space Telescope, che ha puntato Cloud-9 per oltre tredici ore complessive. Il risultato è netto: nessuna stella, nemmeno la più debole.

La scoperta, del ricercatore del dipartimento di Fisica dell’Università di Milano-Bicocca Alejandro Benitez-Llambay, in collaborazione con astronomi di Canada e Stati Uniti, dà così una conferma diretta al modello cosmologico Lambada CDM, che descrive l’evoluzione dell’Universo e prevede l’esistenza di aloni di materia oscura “falliti”: troppo leggeri per accendere stelle, ma abbastanza massicci da non disperdere il gas. Oggetti invisibili, finora rimasti solo sulla carta, che ora diventano realtà osservata.

Cloud-9 rappresenta così un laboratorio naturale senza precedenti. Studiarlo significa capire perché alcune strutture cosmiche si illuminano diventando galassie e altre restano fantasmi, sospese nel buio. Un tassello fondamentale per ricostruire la storia dell’Universo, partendo proprio da ciò che non si vede.