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22/01/2026 17:38
La vicenda della crisi di Terre d’Oltrepò torna in parlamento con un risoluzione firmata da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico appena depositata alle Commissioni Agricoltura e Attività Produttive. L’obiettivo è impegnare il Governo a porre una serie di paletti nelle attività dei commissari obbligandoli a perseguire la continuità aziendale, vietando tra le altre cose la liquidazione degli asset aziendali strategici per fini non agricoli o cooperativi.
Si richiede inoltre la “piena traspare contabile e gestionale, garantendo ai soci l’accesso completo alle informazioni economico-finanziarie”, a “escludere l’ingresso di soggetti a prevalente finalità speculativa nella compagine o nel controllo della Cantina” e a obbligare il commissario a riferire “alle Commissioni parlamentari competenti sugli sviluppi della gestione”.
Secondo quanto riferito dal coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle Simone Verni finora “non si sarebbe chiarita alcuna responsabilità” per la situazione attuale in cui versa l’azienda, attualmente in liquidazione coatta amministrativa, con un passivo di oltre 30 milioni di euro e con centinaia di aziende agricole associate che non hanno ricevuto i pagamenti delle uve conferite nel 2024 per circa 7 milioni e che temono di veder svanire nel nulla circa 12 milioni di capitale sociale.
Nelle scorse settimane Regione Lombardia aveva annunciato l’interesse all’acquisizione da parte del gruppo veneto Collis, mentre nei giorni scorsi ha annunciato il proprio interesse anche Losito e Guarini, una delle più importanti aziende vinicole dell’Oltrepò pavese.