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Videonews


30/04/2026 16:40
Milano corre, ma non tutti riescono a starle dietro. Sui marciapiedi del centro, tra monopattini lasciati di traverso, cantieri che restringono il passaggio e auto parcheggiate dove non dovrebbero, per molti è solo disordine. Per chi non vede, invece, è un percorso a ostacoli.
Lo raccontano le voci raccolte dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che in un’assemblea molto partecipata ha rimesso al centro una parola chiave: autonomia. Un’autonomia che, fuori, si interrompe di continuo. Basta un monopattino fuori posto per trasformare un tragitto abituale in un rischio. Basta una transenna o un’auto sul marciapiede per perdere l’orientamento e finire in strada.
C’è chi è caduto, chi si muove con più paura, chi ha rinunciato a uscire da solo la sera. Perché la città cambia di minuto in minuto, e memorizzare un percorso diventa impossibile.
Da qui la richiesta al Comune: regole più chiare, controlli, stalli obbligatori per i monopattini, cantieri più accessibili, percorsi continui e sicuri.
Il punto, però, riguarda tutti. Perché una città davvero accessibile non è fatta di grandi annunci, ma di piccoli gesti quotidiani. Di attenzione, rispetto e responsabilità condivisa.
E alla fine, la domanda è semplice: un marciapiede è uno spazio di passaggio o un parcheggio improvvisato? Dalla risposta dipende la libertà di muoversi, per ciascuno di noi.