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05/03/2026 16:27
Che non ci siano più gli inverni "di una volta" ormai è un dato di fatto. Stando ai dati di Arpa Lombardia, infatti, la stagione invernale che sta per concludersi - almeno per i mesi di dicembre, gennaio e febbraio - è risultata la terza più calda nella nostra regione degli ultimi 35 anni.

Nel dettaglio delle rilevazioni effettuate dalla rete di monitoraggio dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale, l’inverno ha registrato una differenza di temperatura media di 2,1 gradi centigradi in più rispetto al periodo 1991-2020, terzo valore più elevato alle spalle degli inverni del 2019/2020 (+2,4 °C) e del 2023/2024 (+2,9 °C), quest’ultimo addirittura il più caldo dell’ultimo trentennio.

Le giornate più fredde sono state registrate tra il 7 e l’8 gennaio, mentre quelle più calde sono state registrate nell’ultima settimana di febbraio, con una "sorpresa" che riguarda la provincia di Pavia: tra i comuni con i picchi di temperatura massima più alta c'è infatti Castello d’Agogna, in Lomellina, dove il 24 febbraio scorso il termometro ha fatto segnare oltre 21 gradi.

I pluviometri di Arpa Lombardia hanno poi rilevato una quantità complessiva di precipitazioni in linea con la media climatica (-2%). Guardando ai singoli mesi emergono però differenze importanti, confermando un inverno a due velocità, con dicembre (-31%) e gennaio (-17%) relativamente secchi, mentre febbraio ha fatto segnare un netto aumento delle piogge (+45%).