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26/09/2026 18:42
L'inchiesta che dal 2024 mette in discussione la condanna definitiva di Alberto Stasi (ipotizzando che l'omicidio di Chiara Poggi sia stato commesso da Andrea Sempio) si avvia alla sua conclusione.
Lunedì la Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone, dovrebbe notificare il secondo avviso di chiusura indagini, dopo quello di maggio, rendendo noti gli esiti delle ultime consulenze tecniche.
Tra i documenti attesi le nuove rianalisi del Dna sotto le unghie della vittima (curate da Carlo Previderè), l'integrazione sulle misure antropometriche di Sempio (firmata da Cristina Cattaneo), e l'approfondimento sull'impronta a pallini sul pavimento della villetta (affidato a Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli).
Resta da capire l’esito della consulenza psichiatrica di Roberto Catanesi, resa più difficile dal rifiuto di Sempio di sottoporsi a colloquio diretto, su indicazione dei suoi legali.
Il nodo giuridico forse più delicato riguarda la possibile coesistenza di due sentenze di condanna per lo stesso omicidio: quella già definitiva su Stasi e un'eventuale futura su Sempio, situazione che esperti definiscono senza precedenti e giuridicamente insostenibile.
Per questo si ipotizza che la Procura possa prendere tempo, prima di chiedere il rinvio a giudizio, in attesa che la Procura Generale di Milano valuti un'istanza di revisione del processo Stasi.
Tra gli ultimi atti l’audizione, inattesa, dell'ex generale del Ris Luciano Garofano - anticipata venerdì sera dal TG1. Garofano sarebbe stato sentito per oltre un’ora dagli inquirenti, ma sul contenuto dell’audizione è stato mantenuto il massimo riserbo.
Al centro delle verifiche anche il vecchio indizio dei pedali della bicicletta con Dna della vittima, elemento chiave della condanna di Stasi nell’appello-bis.