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Videonews


25/02/2026 16:29
Non sono solo un evento sportivo. Ma, come dice Bebe Vio, una questione di “cultura della disabilità”. Un’espressione che indica qualcosa di più profondo della semplice inclusione: conoscenza, consapevolezza, normalità.
Ai nastri di partenza dei Giochi, l’atleta azzurra sottolinea come Milano-Cortina possa rappresentare un passaggio importante, soprattutto per gli sport invernali paralimpici, ancora poco conosciuti dal grande pubblico. Ma l’Italia, ricorda, parte da una base solida.

Il nostro è il primo Paese al mondo ad aver inserito atleti paralimpici nei gruppi sportivi delle forze dell’ordine. Lei stessa fa parte delle Fiamme Oro. Un modello che garantisce agli atleti la possibilità di allenarsi al cento per cento, ma anche la sicurezza di un futuro lavorativo una volta terminata la carriera agonistica.

Non solo medaglie, dunque. Le Paralimpiadi diventano un’occasione per rafforzare un sistema che investe sugli atleti come professionisti e come persone. E per consolidare un’idea: lo sport paralimpico non è una parentesi, ma parte strutturale del movimento sportivo italiano.