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Videonews


04/03/2026 17:48
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Scende a 15 anni e quattro mesi di carcere la pena per Osman Bylyku, il 33enne albanese accusato dell’omicidio di Anila Ruci, nell’abitazione in via Piave, a Scaldasole, nell’aprile di tre anni fa. La pena è stata ridotta in appello rispetto ai 22 anni e mezzo stabiliti in primo grado. È quanto deciso dalla Corte d’Assise di Milano nell’udienza di mercoledì.
L’avvocato difensore dell’imputato ha presentato richiesta di concordato in appello, una sorta di patteggiamento con la Procura Generale, chiedendo il riconoscimento delle attenuanti generiche. Vale a dire, l’accertamento del deficit cognitivo di Bylyku, che all’epoca dei fatti conviveva con la Ruci. In primo grado i periti avevano sollevato il vizio parziale di mente, che avrebbe compromesso la sua capacità di intendere e volere.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la Ruci era stata ritrovata senza vita nella residenza di Scaldasole, con diverse ferite da arma da taglio. Osman, ferito e sanguinante, si era poi precipitato in strada a chiamare i soccorsi. Ma, dai rilievi nell’abitazione, è emerso che c’era solo il sangue dell’imputato e della sua vittima. Inoltre nessun altro aveva avuto accesso nella casa di via Piave. Secondo l’accusa, Osman si sarebbe ferito da solo.
Da qui, la nuova richiesta del legale di riconoscere le attenuanti legate ai disturbi delle funzioni cognitive di Bylyku che possano aver alterato la sua capacità di giudizio, al momento dei fatti. L’accordo tra difesa e accusa in appello prevedeva uno sconto della pena pari a un terzo. L’imputato dovrà scontare 15 anni e 4 mesi in carcere.