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Videonews


05/03/2026 18:02
Dopo gli anni della pandemia, quando sembrava destinato a cambiare per sempre il modo di lavorare, lo smart working non ha fermato la corsa agli uffici. A Milano, anzi, le aziende tornano a puntare sempre di più sulla presenza in sede.
Secondo le stime della società di consulenza Kroll, entro il 2027 in città saranno completati circa 400 mila metri quadrati di nuovi spazi direzionali. Un segnale chiaro: il lavoro in ufficio continua a essere centrale per molte imprese.
Una parte consistente di questi progetti nasce da investimenti immobiliari. In circa metà dei casi sono i fondi a costruire nuovi edifici, spesso nelle aree più periferiche, scommettendo su una crescita della domanda nei prossimi anni. Solo una piccola quota degli immobili sarà invece utilizzata direttamente da chi li possiede.
Il punto è che il modo di lavorare è cambiato. Gli uffici tradizionali spesso non funzionano più: spazi troppo rigidi, impianti vecchi e consumi energetici elevati rendono difficile riutilizzare molti edifici esistenti. Le aziende cercano ambienti più flessibili, sostenibili e progettati per il lavoro ibrido.
E la domanda si concentra soprattutto in alcune zone della città. Centro storico, Porta Nuova e le aree meglio collegate con i trasporti restano le più richieste, con affitti che per gli edifici di qualità possono arrivare anche a 800 euro al metro quadrato all’anno.
Il risultato è una trasformazione del mercato del lavoro e della città: meno uffici tradizionali, ma spazi nuovi pensati per riportare le persone in azienda. Perché, nonostante il lavoro da casa, per molte imprese l’ufficio resta ancora il cuore dell’attività.