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24/10/2026 14:32
Non soltanto una conferma della leadership, ma anche un confronto sul futuro del partito. La Lega si riunisce a Milano per il congresso straordinario. Sul tavolo, la guida del movimento, la linea politica dei prossimi anni e soprattutto il rapporto con le sue radici, quelle del Nord.
A sfidare il segretario Matteo Salvini è Massimo Garavaglia, senatore ed ex ministro, che si propone di dare più voce ai territori e a chi, dentro il partito, chiede un cambiamento.
Sono 705 i delegati attesi al congresso. Saranno loro domenica a decidere chi guiderà la Lega. E proprio il voto segreto potrebbe far emergere anche il peso del dissenso interno.
Il confronto riguarda anche l'identità del partito. Salvini punta a tenere insieme l'esperienza di governo e le battaglie politiche della Lega, sintetizzate nello slogan scelto per il congresso: “Lega di lotta e di governo”. Garavaglia insiste invece sul ritorno a una linea più pragmatica, federalista e vicina alle esigenze dei territori.
Uno scontro che interessa da vicino la Lombardia. Tra i sostenitori della candidatura di Garavaglia c'è infatti anche il presidente della Regione, Attilio Fontana, che ha richiamato l'attenzione sulle possibili sorprese del voto segreto.
La riconferma di Salvini è uno degli scenari attesi, ma il dato politico da osservare sarà anche quanti consensi raccoglierà lo sfidante. Perché il risultato non dirà soltanto chi sarà il segretario della Lega. Potrà indicare anche quanto è forte la richiesta di cambiamento all'interno del partito e quale spazio avranno, da qui in avanti, le istanze del Nord.