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04/10/2022 17:30
Chi pensava che il settembre piuttosto piovoso avesse potuto rimediare, almeno in parte, ai danni della siccità, si sbagliava. Due dati ci fanno comprendere come la crisi idrica sia ancora ben presente. I livelli comunicati dai consorzi di irrigazione mostrano come proprio nei primi 15 giorni di settembre si sia toccato l’apice delle riduzioni di portata in alcuni dei principali canali: naviglio Langosco, canale Regina Elena e naviglio Grande hanno registrato proprio nelle prime due settimane di settembre, quando sono arrivate le piogge, il record stagionale. Per tutti la portata si è ridotta oltre il 60%, peggiorando i livelli di agosto. L’altro dato, rilevato da Confagricoltura, riguarda il livello di acqua nella falda. La misurazione viene effettuata a Sartirana, al centro della Lomellina. Nelle ultime due settimane il livello è crollato. Un fenomeno che accade tutti gli anni in questo periodo, ma, come si vede dal grafico che sovrappone il 2021 e il 2022, quest’anno la falda si è riempita molto più tardi rispetto agli altri anni e senza mai raggiungere il livello abituale. Le precipitazioni di settembre, insomma, sono già andate perdute, e ciò non può far altro che stimolare a ulteriori riflessioni sul come conservare l’acqua piovana. È uno dei punti di cui si dovrà occupare il tavolo di confronto contro la siccità, organizzato da Ente Risi, Regione Piemonte e Regione Lombardia alla presenza delle associazioni irrigue, organizzazioni agricole e organizzazioni industriali. Nel primo incontro, tenuto lunedì nella sede di Castello D’Agogna, si è parlato della necessità di fornire alle aziende agricole le informazioni utili per la gestione della prossima campagna di semina. Si andrà più sul concreto nel prossimo incontro, in programma tra un mese, a cui parteciperanno anche scienziati e rappresentanti istituzionali. Regione Lombardia, intanto, ha certificato con una delibera i danni causati dalla siccità denunciati dalle aziende agricole. Il totale è di 417 milioni di euro, 172 dei quali in provincia di Pavia. Il nostro territorio è stato il buco nero della siccità: a impressionare sono le proporzioni rispetto al resto della regione. La provincia di Pavia è il territorio più colpito e denuncia danni più che doppi rispetto alla provincia di Cremona, seconda in questa deprimente classifica. Gli ultimi dati di Confagricoltura parlano della perdita del 40% della produzione lorda. C’è ancora del riso da trebbiare nei campi, però, e quindi non si è ancora terminato il rendiconto. La regione ha girato la richiesta di risarcimento dei danni subiti al ministero dell’Agricoltura, in base alla dichiarazione di stato di calamità. “Ci auguriamo che da parte dello Stato arrivi un risarcimento adeguato e in tempi rapidi”, ha commentato l’assessore regionale Fabio Rolfi.