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06/03/2026 18:01
Non solo soci di Terre, tra chi si è detto disponibile a confermare il raccolto della prossima vendemmia alla cooperativa Collis, ci sarebbero anche alcune aziende non associate ma anche altre che - fanno sapere fonti interne alla cantina - “erano state cacciate dall’amministrazione Callegari e che si vorrebbero recuperare”.
L’apertura a tutto il territorio, del resto, è stata chiarita sia dalla cooperativa veneta che dall’amministratore unico Giampaolo Cocconi durante l’incontro di Broni di due settimane fa.
A venerdì 6 marzo le pre-adesioni si aggirano attorno ai 100mila quintali di uva: per i non addetti ai lavori significa che un numero non precisato di agricoltori si è impegnato a portare il raccolto di una determinata superficie di vigneti, in cui, da disciplinare, è possibile produrre un certo quantitativo di uva per ettaro.
Insomma, sono 100mila quintali…teorici, al momento, anche perché alla pre-adesione dovrà seguire un’adesione vera e propria, con il versamento della quota d’ingresso di 500 euro ad ettaro (per un massimo di 1500 euro) e del capitale sociale di pari entità.
Tuttavia, seppure teorici, si tratta di numeri inattesi, e che potrebbero crescere ancora visto che il termine per le pre-adesioni inizialmente stabilito in venerdì 6 marzo è stato prorogato di almeno una settimana.
Poi - spiegano fonti interne - non si caccerà via nessuno, ma è evidente che il piano industriale di Collis dovrà poggiare su numeri ben definiti e questi saranno indicati proprio dalle pre-adesioni.