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24/02/2026 16:25
Il dibattito su come si vive la città dopo mezzanotte, come si poteva immaginare post-Olimpiadi, non si è fermato. L’idea discussa è quella di tenere le linee della metropolitana aperte fino alle due nei weekend, una proposta che potrebbe cambiare le abitudini di migliaia di persone.
Oggi l’ultima corsa della metro milanese – gestita da ATM – è attorno a mezzanotte e mezza, con autobus notturni a coprire le tratte principali. Ma per molti, dai giovani ai lavoratori della notte, il problema non è solo “come tornare a casa”, è con quale sicurezza e con quali tempi.
Secondo l’assessora alla Mobilità del Comune di Milano, Arianna Censi, l’ipotesi è concreta ma va costruita in modo sostenibile. Non è solo una questione di costi: significa ripensare turni, manutenzione, sicurezza e gestione dei flussi. Perché una metro aperta fino alle due non è un semplice prolungamento di orario, è una scelta politica su che tipo di città Milano vuole essere.
La notizia è rilevante perché tocca un nodo centrale: se Milano vuole considerarsi una città europea che ospita eventi, concerti, movida e grandi manifestazioni, il trasporto pubblico notturno non può restare limitato rispetto ad altre metropoli. Prolungare l’orario significherebbe investire sulla mobilità pubblica come alternativa all’auto privata, con effetti su traffico, sicurezza stradale e qualità della vita.
Insomma la gare olimpiche sono finite ma una partita evidentemente no, e il gioco non riguarda solo l’ultima corsa del sabato sera, ma l’idea di una città più accessibile, inclusiva e sicura anche dopo l’una di notte. E il confronto è appena iniziato.