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20/02/2026 17:44
Il servizio contiene immagini e riferimenti a un episodio di tentato furto. Le informazioni riportate si basano su fonti ufficiali delle forze dell’ordine e comunicazioni della banca coinvolta. La persona arrestata è da considerarsi presunta innocente fino a eventuale condanna definitiva. I contenuti sono diffusi esclusivamente a fini di cronaca e informazione.


È entrato in banca come se fosse un normale cliente. Ma non ne è più uscito.
Siamo in viale Certosa. È sera quando il sistema di videosorveglianza segnala qualcosa di anomalo nel caveau di una filiale UniCredit: un uomo è all’interno, intento a forzare alcune cassette di sicurezza. Il personale di vigilanza chiama il 112 e arrivano i Carabinieri del Nucleo Radiomobile.
A quel punto la scena cambia. Il caveau è chiuso, le chiavi sono dentro una cassaforte con serratura temporizzata, programmata per aprirsi solo alle 8 del mattino. Dentro, però, c’è ancora qualcuno.
Per ore l’uomo resta intrappolato nel caveau. Vengono chiamati i Vigili del Fuoco per forzare la cassaforte e recuperare le chiavi. Solo alle sei del mattino si riesce ad aprire il locale, probabilmente bloccato anche dal danneggiamento della serratura dall’interno. L’uomo viene estratto, in buone condizioni di salute.
Ha 24 anni, è un cittadino bengalese. Viene arrestato per tentato furto aggravato.
La banca ha confermato che il sistema di allarme ha funzionato e che è stato attivato subito il protocollo di sicurezza, anche per garantire l’incolumità dell’intruso.
Una storia che sembra la sceneggiatura di un film — il colpo notturno, il caveau, la trappola che si chiude — ma che si è trasformata in una lunga notte di attesa. Con un finale che, questa volta, non parla di bottino, ma di manette.