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Videonews


25/02/2026 18:47
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Seconda udienza del processo per il delitto della babysitter Jhoanna Nataly Quintanilla Valle. Davanti alla Corte d’Assise di Milano, presieduta dalla giudice Antonella Bertoja, c’è Pablo Gonzalez Rivas, difeso dalla legale Paola Selleri, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Diversi i testimoni che hanno preso parola, tra cui i carabinieri che coordinarono le ricerche dopo la scomparsa, nell’inchiesta seguita dall’aggiunta Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo. È stato ricostruito che il primo allarme partì dalla datrice di lavoro di Jhoanna, insospettita da un’assenza improvvisa e insolita. Solo in un secondo momento Gonzalez Rivas presentò denuncia, descrivendo la compagna come fragile e depressa: una versione che però non convince un’amica della vittima presente in aula.

L’elemento chiave restano poi le immagini. Le telecamere mostrano Jhoanna entrare nell’appartamento di piazza dei Daini, in zona Bicocca: da lì, non uscirà pi+.. L’abitazione ha un solo accesso e finestre affacciate sulla strada: nei filmati non compare alcun suo allontanamento.
Si vede invece Gonzalez Rivas scendere inizialmente nel box, prendere una valigia e riportarla in casa sulle spalle, come se fosse molto leggera. Poco dopo esce di nuovo trascinandola con evidente fatica. Un dettaglio che oggi pesa, perché settimane più tardi verrà recuperata nell’Adda con all’interno il corpo della donna.
All’appello mancano ancora alcuni effetti personali: il cellulare, spento da giorni e mai ritrovato, i documenti e un cappellino utile all’identificazione della babysitter. Elementi che, secondo l’accusa, potrebbero essere stati fatti sparire. Oltre ai filmati, gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti dell’uomo attraverso tabulati telefonici e tracciamenti dell’auto, delineando un percorso preciso nelle ore successive alla sparizione.