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Videonews


04/03/2026 18:02
Case popolari, numeri che non tornano. In piazza della Scala i sindacati degli inquilini – Sicet, Unione Inquilini e Asia – insieme agli sportelli per il diritto all’abitare di via Padova, Corvetto e Caritas San Dionigi, hanno acceso i riflettori su quello che definiscono “il divario tra promesse e realtà” nell’edilizia residenziale pubblica milanese.
Il nuovo Piano dell’offerta abitativa 2026 prevede oltre 2.300 assegnazioni, tra servizi abitativi pubblici e alloggi transitori per l’emergenza. Ma secondo i dati diffusi in conferenza stampa, negli ultimi cinque anni a fronte di più di 9.400 case annunciate ne sarebbero state consegnate poco più di 4.300: oltre 5 mila alloggi rimasti sulla carta.
Il bisogno, intanto, cresce: più di 17 mila famiglie in lista d’attesa, quasi 1.600 sfratti eseguiti nell’ultimo anno e oltre mille richieste di sistemazione temporanea ancora pendenti. Criticità anche sugli alloggi per le emergenze, con assegnazioni in calo e graduatorie che, denunciano i sindacati, scorrono troppo lentamente.
Sul tavolo non c’è solo una questione di numeri, ma di equilibrio sociale in una città dove il costo della casa continua a salire. E la domanda resta aperta: Milano riesce davvero a rispondere alla sua emergenza abitativa?