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26/02/2026 17:43
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.
Per la gente fra la gente. Maurizio Pappalardo nel giorno della sua deposizione al processo Clean 2, dove è imputato per corruzione e stalking, cita il motto delle forze dell'ordine. Con questa frase spiega la rete di favori e scambi che, secondo la pm Chiara Guiusa, avrebbe fatto capo a lui e che costituisce l'ossatura dell'accusa di corruzione. Un'accusa alla quale si sente estraneo. Nell'aula del tribunale di Pavia sfilano gli ultimi vent'anni di storia giudiziaria e politica pavese, alla presenza anche di Daniele Ziri, brigadiere a sua volta imputato, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Parla invece Pappalardo, ex capo dell'ufficio informativo della procura di Pavia. Racconta e spiega i suoi rapporti con politici, magistrati, carabinieri (per i quali quando può si attiva con favori) e rimanda al mittente le accuse di corruzione. Scorrono i nomi nell'aula, come quello di Scoppetta (anche lui sotto processo), amico e sodale, che nei messaggi lo chiama “fratello”, o dell'imprenditore Carmine Napolitano, l'amico che è stato vicino a Pappalardo nel momento del bisogno, come quando lo lasciò la fidanzata. E poi episodi, storie e chiarimenti che raccontano quel lungo romanzo che per molti è la prova di una città profondamente corrotta, ma per Pappalardo è l'attestazione del suo servizio reso alla comunità. Partendo da quell'ufficio dal quale passava tutto perché era un preciso compito fare domande a 360 gradi. Dalle indagini sul Life di Roma, a quelle sulla morte in Ucraina del fotoreporter Andy Rocchelli, fino agli incendi dei rifiuti a Parona, vicino al termovalorizzatore. E poi i rapporti con tutta Pavia, ma anche il filo diretto con i procuratori. Cioppa e Reposo, ma soprattutto Venditti, indagato a Brescia per corruzione, che ogni giorno tratteneva Pappalardo nel suo ufficio e faceva domande su tutto. Sei ore di lavoro tutti i giorni per vent'anni, ma la reperibilità totale hanno rinforzato il legame tra i componenti della “squadretta”. Quelli che quando il capo viene lasciato dalla fidanzata più giovane sulle soglie dall'altare fanno quadrato attorno a lui. E allora iniziano i pedinamenti sotto casa di lei (di cui Pappalardo era a conoscenza, ma che dice di non aver ordinato) e anche il Gps in auto, fino alla ruota tagliata (una stupidaggine la definisce). Azioni che portano all'accusa di stalking. Nessun ordine però dal capo, che dopo la fine del rapporto, perde fino a 20 chili e deve rivolgersi anche a uno psicologo, ma che sa tutto. E che non si oppone, però, a quanto fanno i suoi carabinieri, sperando che le difficoltà spingano la ex fidanzata a chiedere aiuto a lui. Un tempo potente e conosciuto a Pavia.