Riserva di caccia tra Sforzesca e Belcreda, scoppia la polemica sul progetto “Dei Duca”

  • Categoria: Territorio
  • Pubblicato: Martedì, 21 Aprile 2026 11:20
  • 21 Apr

Un nuovo progetto per la creazione di una riserva di caccia – tecnicamente un’azienda faunistico-venatoria – accende il dibattito nel territorio di Vigevano. L’iniziativa, denominata “Dei Duca”, prevede un perimetro che, secondo le diverse ricostruzioni emerse finora, partirebbe da alcuni ettari nei pressi della frazione Sforzesca fino a spingersi verso Belcreda, includendo terreni agricoli e tratti viari.

Al momento, però, non esiste ancora un quadro definitivo. La proposta è stata depositata in Regione Lombardia, che avrà competenza esclusiva sull’eventuale autorizzazione. La decisione non arriverà prima del 2027. Nel frattempo, gli Ambiti territoriali di caccia potranno esprimere osservazioni, seppur non vincolanti.

Tra i primi a sollevare dubbi c’è il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa. «Siamo stati informati per conoscenza, ma senza allegati che chiarissero con precisione l’estensione dell’area interessata», spiega il primo cittadino. «Nutro diverse perplessità, anche dopo averne parlato con alcuni cacciatori. Alcune zone coinvolte sono molto frequentate dai vigevanesi e potrebbero non essere più accessibili».

Dal Parco del Ticino, per ora, prevale la prudenza. Il presidente Ismaele Rognoni chiarisce che al momento non è ancora disponibile documentazione sufficiente per una valutazione ufficiale.

Molto più netta la posizione di Gabriele Righi, candidato sindaco, che contesta duramente il progetto. Secondo Righi, la nuova riserva limiterebbe il passaggio di persone, biciclette e veicoli in un’area ampia e strategica, lambendo la strada provinciale tra Sforzesca e Belcreda e arrivando a ridosso del centro abitato. Nel perimetro ricadrebbero inoltre luoghi di interesse e aggregazione, tra cui ristoranti, il parco di Villa Necchi, un agriturismo, diverse marcite della Sforzesca e la chiesa abbandonata nei pressi di San Vittore. «Dobbiamo fermare questa ennesima follia», attacca.

A rendere il quadro ancora più complesso c’è la questione dei confini. Due cittadini hanno infatti presentato una richiesta di rettifica, sostenendo che nella mappa allegata all’istanza sarebbero stati inseriti anche terreni situati nel comune di Gambolò, in località Belcreda, appartenenti a privati e non coperti da alcuna convenzione.

La vicenda, dunque, appare tutt’altro che definita. Tra dubbi tecnici, proteste politiche e verifiche amministrative, il progetto “Dei Duca” si annuncia come uno dei temi più discussi dei prossimi mesi.