Confesercenti: «Gli eventi sono utili, ma servono interventi strutturali»

  • Categoria: Territorio
  • Pubblicato: Venerdì, 10 Luglio 2026 12:34
  • 10 Lug

Le iniziative dedicate all'avvio dei saldi rappresentano un'opportunità per animare il centro cittadino e richiamare visitatori, ma da sole non sono sufficienti a risolvere le difficoltà che interessano il commercio di vicinato.

È questa la posizione espressa da Mirko Chiera, referente locale di Confesercenti, all'indomani della Notte dei Saldi promossa dal Distretto del Commercio "La Dimora Sforzesca".

Secondo l'associazione, manifestazioni di questo tipo contribuiscono a creare interesse e a valorizzare le vie dello shopping, ma non incidono in modo determinante sulle criticità che i piccoli esercizi commerciali affrontano quotidianamente.

«Accogliamo con favore le serate a tema e le iniziative che portano persone in città – osserva Chiera – ma è difficile pensare che pochi giorni di promozioni possano cambiare il quadro economico in cui operano le attività di prossimità. Oggi molti commercianti devono confrontarsi con una concorrenza sempre più forte, rappresentata dalla grande distribuzione e dal commercio online».

La Notte dei Saldi coincide da tre anni con l'avvio ufficiale delle vendite di fine stagione in Lombardia. Un appuntamento che continua a richiamare pubblico, anche se resta aperto il dibattito sull'efficacia dei saldi estivi in un periodo caratterizzato dalle vacanze e da abitudini di acquisto in continua evoluzione.

Per Confesercenti, il tema principale rimane la sostenibilità economica delle piccole imprese. «I negozi di vicinato – prosegue Chiera – sono chiamati a proporre continuamente promozioni, eventi e iniziative per mantenere competitività. È una situazione che richiede attenzione e strategie di lungo periodo».

L'associazione invita inoltre a interpretare con cautela anche i dati nazionali sui consumi. Sebbene le rilevazioni evidenzino un andamento positivo, secondo Confesercenti una parte della crescita è legata all'aumento dei prezzi, mentre gli acquisti risultano distribuiti in modo non uniforme tra i diversi comparti commerciali.

«I dati macroeconomici vanno letti nel loro complesso – conclude Chiera –. In diversi settori le difficoltà restano evidenti e una quota significativa della spesa continua a concentrarsi sulle piattaforme di e-commerce, con ricadute limitate per il commercio di prossimità».