Un nuovo polo industriale da 200 milioni: previsti 80 posti di lavoro

  • Categoria: Territorio
  • Pubblicato: Martedì, 22 Settembre 2026 10:28
  • 22 Set

Un investimento stimato in 200 milioni di euro, circa 60mila metri quadrati destinati all'area produttiva e almeno 80 nuovi posti di lavoro. Sono i numeri del progetto per la realizzazione di un nuovo stabilimento per la produzione di cartone ondulato nell'area della Cascinetta della Croce, in fondo a corso Novara, a Vigevano.

Il progetto è stato nuovamente esaminato nei giorni scorsi dalla commissione Urbanistica del Comune, dove l'assessore Giuseppe Squillaci ha illustrato alcuni degli elementi emersi anche durante una visita, effettuata insieme al sindaco Paolo Previde Massara, allo stabilimento Progroup di Cessalto, in provincia di Treviso. Altre informazioni erano già state presentate nel corso di una precedente riunione istituzionale.

L'insediamento avrebbe anche una ricaduta sulle casse comunali attraverso circa 6 milioni di euro di opere di urbanizzazione, distribuiti su almeno due anni di bilancio. Si tratta di una voce significativa nell'ambito dell'operazione e che sarà definita nell'ambito della convenzione urbanistica collegata al progetto.

Uno degli aspetti urbanistici al centro dell'esame riguarda l'altezza di alcune strutture di servizio allo stabilimento. Nell'osservazione presentata da Progroup al nuovo Piano di governo del territorio viene chiesto di portare il limite dagli attuali 15 metri fino a 36 metri per alcune costruzioni a supporto dell'attività produttiva.

La modifica, che dovrebbe essere regolata attraverso una specifica convenzione, rientra nella definizione complessiva degli interventi e degli oneri a carico dell'operatore. Tra gli elementi considerati ci sono gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e le altre opere connesse alla realizzazione del nuovo polo.

Sul fronte occupazionale, le stime illustrate in commissione parlano di circa 80 dipendenti. Il progetto era già stato anticipato in passato in consiglio comunale, ai tempi dell'amministrazione guidata dall'ex sindaco Andrea Ceffa, e torna ora al centro del confronto istituzionale con l'avanzamento dell'iter urbanistico.

Uno dei principali temi affrontati dai consiglieri riguarda la viabilità. Secondo le stime illustrate dall'assessore Squillaci, lo stabilimento potrebbe generare un movimento di circa 50-60 camion al giorno, considerando un'attività produttiva organizzata su tre turni e quindi a ciclo continuo.

Particolare attenzione è stata dedicata alla strada provinciale 206, che collega Vigevano a Cassolnovo. L'attuale configurazione della viabilità e dell'accesso all'area dovrà essere valutata in relazione ai nuovi flussi di traffico, considerando che oggi il sito è raggiungibile attraverso una strada prevalentemente rurale.

Durante la commissione è stata inoltre posta l'attenzione sulle opere viarie che potrebbero essere inserite nel pacchetto delle urbanizzazioni. Il consigliere del Polo Laico Luca Bellazzi ha chiesto di distinguere gli interventi necessari per l'urbanizzazione dell'area da quelli destinati esclusivamente a garantire il collegamento con il futuro stabilimento.

Tra le ipotesi emerse c'è anche quella di realizzare un'area di sosta esterna allo stabilimento. Il consigliere di Fratelli d'Italia Paolo Iozzi ha indicato la possibilità di un "parcheggio remoto", nel quale i camion potrebbero attendere prima di essere chiamati per le operazioni di carico e scarico, evitando la presenza contemporanea di numerosi mezzi nelle immediate vicinanze della fabbrica.

Nel confronto in commissione sono stati richiamati anche gli aspetti ambientali legati alla futura attività produttiva. Tra i temi da approfondire figurano il consumo e la gestione delle risorse idriche, gli scarichi e l'impatto sull'area circostante, anche in considerazione della vicinanza della roggia Viscontina. Un ulteriore elemento da valutare riguarda le emissioni sonore legate alla produzione e alla movimentazione dei mezzi.

I consiglieri hanno inoltre sollevato interrogativi sulla durata dell'investimento e sulla possibilità che lo stabilimento possa essere dismesso dopo un periodo relativamente breve, indicato in circa 15 anni. Anche questo aspetto dovrà essere chiarito nell'ambito del progetto e degli accordi urbanistici.

Il confronto in commissione ha rappresentato quindi una prima occasione per esaminare nel dettaglio l'intervento, senza che siano ancora state assunte decisioni definitive sui diversi aspetti tecnici. Il progetto tornerà all'esame della commissione consiliare nelle prossime fasi dell'iter, quando saranno disponibili ulteriori elementi sulle opere di urbanizzazione, sulla viabilità e sulle ricadute ambientali e occupazionali.