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31/07/2026 13:57
Costruire un Pinot nero riconoscibile puntando con decisione sulla qualità e abbandonando produzioni standardizzate. E' la "ricetta" che l'enologo Donato Lanati ha suggerito ai vignaioli oltrepadani nel corso di un incontro all'Enoteca Regionale di Broni. L'Oltrepò Pavese, con circa 3.000 ettari coltivati a Pinot nero, dispone di numeri importanti, ma la quantità non basta. Occorre selezionare meglio le uve e adattare la vinificazione alle caratteristiche di ogni vigneto e di ogni vendemmia, senza seguire protocolli fissi, ha spiegato Lanati.

Tra le priorità indicate dall'enologo fondatore del centro di ricerca Enosis Meraviglia ci sono la riduzione delle rese, la valorizzazione delle aree più vocate e una strategia condivisa tra produttori, istituzioni e consorzi. Lanati ha inoltre suggerito di rilanciare lo storico marchio La Versa come simbolo della rinascita del territorio, accompagnandolo però con una produzione basata su criteri scientifici e sulla massima qualità. Occorre poi rinnovare anche la comunicazione del Pinot nero dell'Oltrepò, raccontando con maggiore trasparenza i vigneti, le tecniche produttive e le peculiarità dei vini, in modo che il territorio possa costruire un'identità forte e riconoscibile sui mercati internazionali.