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19/02/2026 15:04
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

C'era una gestione "priva di ogni criterio deontologico", con situazioni spesso umilianti nei confronti dei colleghi più giovani. E' la versione fornita in aula da un ex Carabiniere del nucleo informativo di Pavia che ha lavorato a stretto contatto con Maurizio Pappalardo, l'ex ufficiale dell'Arma accusato di corruzione, peculato e stalking nell'ambito dell'inchiesta Clean 2. Giovedì si è tenuta una nuova udienza del processo che vede alla sbarra anche il carabiniere del nucleo ispettorato del lavoro Daniele Ziri, che deve rispondere invece di induzione indebita a dare o promettere utilità.

L'ex collega di Pappalardo al nucleo informativo ha spiegato durante la sua deposizione che l'ufficiale un giorno gli aveva chiesto un accertamento su un numero di telefono, senza però che venisse avviata una pratica: al suo rifiuto, Pappalardo gli aveva detto che tutti i suoi sottoposti dovevano "adeguarsi alla sua volontà". Il rapporto si era quindi incrinato e l'ufficiale aveva avviato un procedimento disciplinare contro di lui, che aveva portato al suo trasferimento.

In aula è arrivato in seguito anche il carabiniere forestale Antonio Scoppetta, già condannato a quattro anni e mezzo di carcere in abbreviato, che però si è avvalso della facoltà di non rispondere. Scoppetta, come scritto nelle motivazioni della sentenza di condanna, aveva "fornito un flusso di dati confidenziali e riservati a Pappalardo, il quale, contestualmente alle informazioni ricevute su sua richiesta, ha offerto denaro e altre utilità" in cambio. Il processo riprenderà il 26 febbraio: in quella data verranno sentiti in aula sia Pappalardo che Ziri.