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19/02/2026 19:17
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Tre lettere di scuse con annessi risarcimenti già versati alla Fondazione Memoriale della Shoah e quattro richieste di messa alla prova, con versamenti di somme dai 500 fino ai 2mila euro. Solo una, invece, la richiesta di giudizio, da celebrarsi con rito abbreviato.
Si è risolta così la prima udienza pre-dibattimentale tenutasi nel Tribunale di Milano a carico di otto imputati accusati di diffamazione aggravata dall’odio razziale per insulti via social alla senatrice a vita Liliana Segre, difesa dal legale Vincenzo Saponara. Tre dei cosiddetti “hater” sono quindi già usciti da processo, mentre altri quattro dovranno dimostrare nella prossima udienza, fissata per il 9 aprile, di aver versato le somme, di aver presentato le missive di scuse e di aver trovato gli enti adatti per effettuare lavori di pubblica utilità, come previsto dall’istituto della messa alla prova.
Uno dei quattro ha indicato un blog con idee vicine alla sinistra alla giudice Francesca Ghezzi, la quale ha però respinto la richiesta perché uno spazio politicamente schierato è inadatto, considerando più adeguati una Caritas o un altro ente per bisognosi. Uno degli altri imputati, invece, ha dichiarato di essere un “pensionato” e che può versare una somma massima di 500 euro.
Ma questo è solo un filone della maxi inchiesta aperta nell’aprile 2025 dal gip Nicola Rossato, che tocca ben 86 account che sul web apostrofavano Liliana Segre. Per 20 di loro è stata fissata un’udienza preliminare.