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19/02/2026 13:49
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Tra cantieri fermi e deviazioni infinite, per migliaia di pendolari la metrotranvia Milano-Seregno resta una promessa sospesa. Un’infrastruttura pensata per alleggerire il traffico e collegare in modo più rapido l’area nord con il capoluogo, ma che oggi continua a far parlare soprattutto per i ritardi e i disagi.
A rilanciare l’allarme è Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza insieme a Confcommercio Alta Brianza: a febbraio 2026 i cantieri risultano ancora bloccati, nonostante già nel 2023 si parlasse di un cronoprogramma di 38 mesi. Nel frattempo, la situazione pesa sulla mobilità quotidiana e sul tessuto economico lungo il tracciato.
Secondo l’associazione, le attività commerciali — in particolare tra Bresso, Desio e Nova Milanese — registrano perdite fino al 20% del fatturato, con circa 200 imprese di fatto “murate” dai lavori e accessi difficili per clienti e fornitori. Ma il tema riguarda anche Milano, dove la linea è considerata strategica per offrire un’alternativa concreta all’auto privata e sostenere gli spostamenti casa-lavoro.
Incroci chiusi, viabilità modificata e tempi incerti rendono l’opera simbolo delle difficoltà che spesso accompagnano i grandi cantieri della mobilità. Da qui la richiesta di sbloccare l’impasse e individuare ristori per le attività più colpite, sul modello di quanto già fatto per altri cantieri metropolitani, come ad esempio quello della M4.
Per chi ogni giorno si muove verso Milano, la metrotranvia resta una rete attesa — ma ancora incompleta — da cui dipende una parte importante dell’equilibrio tra trasporti, lavoro e qualità della vita.