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09/05/2026 13:14
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Conti da migliaia di euro, bottiglie di champagne e notti nei privè più esclusivi di Milano. Ma per la difesa di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi non si tratta di un giro di escort, bensì di serate di lusso con consumazioni particolarmente costose.
I due imprenditori, ai domiciliari dal 20 aprile, sono accusati di aver gestito attraverso la società “Ma.De” un sistema di cene e dopocena riservati a clienti facoltosi, tra cui anche alcuni calciatori di Serie A. Davanti al Tribunale del Riesame, l’avvocato Marco Martini ha chiesto l’annullamento della misura cautelare e ha depositato documenti, intercettazioni e listini prezzi per contestare l’impianto accusatorio. Al centro della discussione ci sono due serate del 15 e 16 novembre 2025 nel privé del Pineta. In alcune conversazioni intercettate si parla di somme comprese tra mille e 3.400 euro attribuite a tre giocatori di Torino, Sassuolo e Verona.
Per gli inquirenti, importi troppo elevati per una semplice uscita. La difesa, invece, ha presentato il tariffario del locale: champagne fino a 20mila euro, tequila da 2.400 e pacchetti speciali da oltre 4mila euro. In sostanza, quei conti sarebbero legati esclusivamente alle consumazioni. Tra gli atti depositati figurano anche i verbali di due donne che hanno ammesso di prostituirsi, ma che avrebbero escluso qualsiasi rapporto organizzativo con la società di Cinisello Balsamo. Nel corso delle perquisizioni sono state inoltre trovate 16 buste con 1.600 euro in contanti. Secondo la difesa, denaro destinato a pagare personale non regolarizzato impiegato nel privé.
Adesso la decisione passa ai giudici del Riesame, chiamati a stabilire se confermare o revocare gli arresti domiciliari.