Eventi a Vigevano:

Dal 23-11-2025 al 21-06-2026
Musica senza Candele
Dal 15-02-2026 al 14-06-2026
6 INCONTRI PER AVVICINARSI ALLA SPIRITUALITÀ BUDDISTA
Dal 25-04-2026 al 10-05-2026
Bipersonale d'arte "VISIONI” di MONICA BALZI e ANGELO FREDDI
Dal 01-05-2026 al 17-05-2026
LA GAIA MADRE
Dal 09-05-2026 al 11-05-2026
UNA NUOVA SFORZESCA

Vedi tutti

Grazie a

Cerca nel sito

Cerca telefono

cognome o nome azienda

Videonews


08/05/2026 17:56
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.

Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi, perché aveva rifiutato un suo approccio sessuale, e l'avrebbe fatto in un tempo compreso tra le 9.12 e le 9.58 della mattina del 13 agosto. I carabinieri della caserma Moscova di Milano, mettono nero su bianco nel documento di chiusura delle indagini anche la motivazione: “Sempio si era recato a casa di Chiara con l'intento di aver un rapporto sessuale, sapendo che lei era da sola”. In un documento di 310 pagine, inviato in procura a Pavia, gli uomini dell'Arma riscrivono la storia di uno dei più intricati gialli italiani. E trovano un nuovo responsabile. Non più Alberto Stasi, fidanzato condannato in via definitiva, ma Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Marco. Sempio è descritto dalle consulenze psicologiche, come un ragazzo con difficoltà di approccio con le donne, e interessato a violenze e stupri, come dimostrerebbero le analisi del suo computer. Per gli inquirenti non è però un omicidio premeditato. Pochi giorni prima le avrebbe telefonato, chiedendole di uscire, ma lei l'avrebbe liquidato in pochi secondi. La mattina del 13 agosto, si sarebbe così recato alla villetta. Appena entrato avrebbe tentato un approccio, al quale sarebbe seguita, una colluttazione a mani nude tra i due. Poi con un martello l'avrebbe colpita 12 volte in tre diversi momenti, buttando il corpo in fondo alle scale della cantina. Dove avrebbe infierito ancora. Infine sarebbe andato in bagno a specchiarsi, poi in cucina a lavarsi, prima di guardare un'ultima volta il corpo in fondo alla scala. Appoggiandosi però al muro e lasciando un'impronta della mano, che secondo la ricostruzione dei Ris di Cagliari è della stessa persona che lasciò un'impronta di scarpa a pallini nel sangue, attribuita all’assassino. Infine sarebbe uscito dal retro e passando per la campagna sarebbe arrivato a casa della nonna per lavarsi per finire di pulirsi del tutto.