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02/02/2026 17:34
Approfondimento giornalistico
Ci sono voluti cinque anni di tempo e una spesa di 4mila euro per far togliere la suocera defunta dallo stato di famiglia. È la dissaventura occorsa a un cittadino vigevanese, i cui suoceri avevano la cittadinanza iraniana, ma la residenza a Vigevano. Il 9 marzo 2020 la suocera muore di Covid e il giorno dopo viene comunicato il decesso all'ufficio anagrafe del comune di Vigevano, che subito provvede a girare la comunicazione allo stato civile, cioè all'ufficio competente. Tutto sembra risolto, fino a quando nel 2022 per un caso l'uomo scopre che la suocera è ancora nello stato di famiglia. Per poterla togliere ci voleva il copia del certificato di morte tradotto in italiano e vistato da parte dell'Ambasciata italiana d'Iran. Nel frattempo il suocero, tornato temporaneamente in Iran, rimane bloccato nel paese d'origine, perché si è vaccinato con il vaccino russo. Il 5 giugno 2025 muore anche il suocero e i parenti di Vigevano devono così recarsi in Iran per le esequie. Decidono così di cogliere l'occasione per produrre i necessari documenti per togliere entrambi i suoceri dallo stato di famiglia. Iniziano così le pratiche per produrre i documenti, ma l'attacco israeliano all'Iran li costringe così a una fuga repentina. Devono così tornare in dicembre, per completare il lavoro e contattano un'agenzia che provvede alla traduzione dei documenti ufficiali. I documenti completi, da dare all'anagrafe di Vigevano arrivano solo il 30 dicembre, dopo due viaggi in Iran, di cui uno evitabile, e 1200 euro di spese per la traduzione