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02/02/2026 19:19
La settimana del grande evento di portata internazionale, le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, non si apre al meglio sul versante del trasporto ferroviario. Chi ha scelto il treno per recarsi a lavoro o a scuola ha dovuto fare i conti con una giornata di sciopero del personale di Trenord. Questa volta, però, la faccenda è stata seria: i pendolari hanno denunciato un mancato rispetto persino delle fasce di garanzia, in cui i mezzi dovrebbero per legge circolare senza intoppi.
Il sindacato autonomo Orsa ha riconosciuto un’alta adesione da parte del personale Trenord, attorno al 70% e ha attribuito all’azienda la responsabilità per i “disservizi causati da carenze organizzative e mancati comandi agli addetti ai lavori”. Secondo la sigla, è stata la ditta del trasporto ferroviario regionale a non aver disposto gli ordini per "garantire l'effettuazione dei treni previsti nelle fasce di garanzia, contribuendo così in maniera diretta a cancellazioni anche negli orari tutelati dalla legge 146/90”. L’agitazione, dalle 3 di notte di lunedì alle 2 di martedì, avrebbe infatti dovuto interrompersi tra le 6 e le 9 del mattino e tra le 18 e le 21.
Di chiunque sia la responsabilità, è una carenza che i pendolari hanno pienamente percepito, denunciando uno sciopero nel primo giorno del mese, quando viene chiesto loro di pagare l’abbonamento, e a pochi giorni dalle Olimpiadi. Senza contare che molti hanno sottolineato come disagi vengano causati anche durante le giornate regolari, da ritardi a cancellazioni continue. E ora, si aggiungono anche i disservizi per gli atleti giunti in città per gareggiare nei Giochi di Milano-Cortina 2026. Ma del resto, Orsa lo aveva detto al termine dell’audizione in Prefettura per l'intesa tra le parti sociali in occasione dell’evento: “Non è possibile aderire a un protocollo di ‘pace sociale’, l’agitazione continuerà”.