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21/01/2026 18:18
Eventi sensibili
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.
“A un grande”, “Grazie per la bellezza che lasci”, “Voghera senza di te è un po’ più povera”, e ancora, il ricordo di un giorno degli anni ’80, rimasto impresso nei ricordi un vogherese che scrive: “Ti sei fermato con la tua Rolls e mi hai dato la mano, grazie”.
E poi centinaia di firme, messaggi di cordoglio, saluti affettuosi. Li hanno lasciati i vogheresi nel libro delle condoglianze all’ingresso del teatro Valentino Garavani aperto in via straordinaria, mercoledì e giovedì dalle 11 alle 18, in concomitanza con l’apertura della camera ardente di Roma.
Fiori bianchi all’esterno e rose rosse nell’atrio, accanto al libro delle firme e a una raffigurazione dello stilista con lo sfondo del teatro a lui intitolato 3 anni fa. Nella sala, un piano notturno diffuso, un ritratto del vogherese più famoso di tutti i tempi e un via vai continuo e discreto di ammiratori e curiosi.
Fuori, le bandiere a mezz’asta, i capannelli e i racconti di lo ha conosciuto, almeno indirettamente, magari perché il papà era cliente del papà di Valentino, che faceva il barbiere. Storie di un secolo fa o giù di lì. O più recenti, si fa per dire, della sua visita degli anni ’80, di quel’intervsita a Radio Voghera dell’83 o delle sue ultime, fugacissime e praticamente segrete apparizioni in città, nel teatro che glie era stato appena intitolato.
Perché lui che, in quell’intervista di Mario Diani a Roma raccontava di ricordare poco della sua città natale ma di ricordarlo con affetto, senza mai rinnegare le sue origini. Semplicemente, giovanissimo se n’era andato, dalla provincia e dall’Italia anche, per inseguire il suo sogno.