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22/06/2026 15:47
Una crisi di sistema da superare, che deve ribaltare l'andamento negativo che si è affermato prima e in modo più pesante a Vigevano. È in sostanza questa la conclusione dell'assemblea annuale di Assomac, l'associazione di categoria del settore meccano calzaturiero. Per questo l'assemblea si è chiusa con la proposta di costituzione di un tavolo di filiera permanente tra i rappresentanti della tecnologia, dei materiali e dei prodotti finali - calzatura, pelletteria e conceria. E questo tavolo parte dall'analisi della crisi del settore a Vigevano. Il dato del distretto del meccano calzaturiero vigevanese è allarmante, ma deve essere il punto da cui ripartire: il rapporto tra produttori di macchinari e produttori di calzature è otto a uno. Nella nota del centro studi di Assomac si legge proprio, riferito a Vigevano, che “rappresenta uno degli esempi più evidenti di cosa accade quando gli anelli della filiera si allentano e della necessità di intervenire prima che il processo diventi irreversibile”. Se Vigevano piange, però, non è che il resto d'Italia rida. E i numeri sono piuttosto impietosi. Nel 2024 il settore ha perso il 12%, nel 2025 l'11 per una produzione stimata di 512 milioni di euro. Chi va peggio sono le macchine da conceria -24,5%, mentre gli altri settori perdono meno o sono stabili. Il messaggio che arriva dall'assemblea nazionale in sostanza è che la crisi non si affronta da soli ed è fondamentale andare oltre i singoli settori, tenendo presente che l'Italia è il secondo esportatore mondiale dopo la cina. “Tra le leve strategiche individuate nel corso dell’Assemblea per sostenere la competitività del settore – si legge nella nota conclusiva figurano inoltre il presidio dei mercati esteri attraverso forme di presenza continuativa, lo sviluppo di nuove partnership industriali, la continuità generazionale nelle imprese, la promozione tramite le manifestazioni fieristiche e l'accompagnamento dei processi di trasformazione organizzativa e digitale”.