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Videonews


10/07/2026 16:03
Sempre più spesso il cibo viene raccontato come una moda. Diete, prodotti miracolosi, alimenti "giusti" o "sbagliati". Gli specialisti, invece, chiedono di cambiare prospettiva: ciò che portiamo in tavola è prima di tutto salute e prevenzione. Per questo invitano a privilegiare la qualità, limitando i cibi ultra-processati che la ricerca associa a un maggior rischio di sviluppare malattie croniche.

Ma c’è un altro aspetto che preoccupa sempre di più i medici: il rapporto con il cibo, soprattutto tra i più giovani. In Lombardia, tra il 2019 e il 2023, sono stati registrati quasi 15 mila casi di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Anoressia, bulimia, obesità e binge eating sono le diagnosi più frequenti. E le stime parlano di un fenomeno in costante crescita, con oltre 20 mila persone seguite dai servizi sanitari nel 2026. L’esordio arriva soprattutto tra i 15 e i 19 anni, ma l’età continua ad abbassarsi. Per gli specialisti riconoscere i primi segnali è fondamentale. Un dimagrimento importante, rifiutarsi di mangiare, le abbuffate o il vomito autoindotto non sono semplici comportamenti, ma possibili sintomi di una malattia che va affrontata il prima possibile.

Ed è qui che entra in gioco il centro del Niguarda, riferimento nazionale per la cura dei disordini alimentari. Circa un paziente su quattro arriva da fuori regione.