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31/07/2026 11:12
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Da mesi chiedono di non essere allontanati dalle loro case. Ora, nella battaglia per il futuro degli alloggi Aler di via Lulli e via Porpora, al fianco degli inquilini scendono anche Cisl, e il Sicet il sindacato degli inquilini . Il nodo resta il maxi piano di riqualificazione degli edifici, che secondo il progetto di Aler comporterebbe il trasferimento temporaneo dei residenti per consentire i lavori.
I sindacati, dopo un incontro con il Comitato degli Inquilini, chiedono invece una soluzione diversa: utilizzare gli appartamenti oggi vuoti per spostare le famiglie all'interno dello stesso complesso, evitando di sradicare soprattutto anziani, persone fragili e nuclei con bambini dal quartiere dove hanno costruito la propria rete di assistenza, tra medico di base, servizi sociali e vicinato.
Una vicenda che abbiamo già raccontato nei mesi scorsi, con le proteste degli abitanti arrivate anche sotto la sede di Aler in viale Romagna. E proprio ora emergono numeri che alimentano le richieste del comitato. Secondo un censimento realizzato dagli stessi residenti, nel comparto ci sono 326 alloggi, ma 158 sono vuoti, quasi uno su due. Tra le famiglie censite, il 78% presenta almeno una condizione di fragilità: anziani soli, persone con disabilità e sedici nuclei con minori.
Ma la preoccupazione più grande va oltre il trasloco temporaneo. Gli inquilini temono che, una volta conclusa la riqualificazione, non venga garantito il loro rientro negli appartamenti. Il timore è che, vista l'elevata appetibilità del quartiere di Città Studi, gli alloggi possano essere destinati ad altri usi o immessi sul mercato a canoni più elevati, facendo perdere alle famiglie il diritto di tornare nelle case dove, in molti casi, vivono da decenni.
Per questo Cisl e Sicet chiedono l'apertura di un tavolo con Aler e Comune per definire modalità condivise dei lavori, uno sportello di assistenza agli inquilini e soprattutto garanzie nero su bianco sul rientro dei residenti e sul mantenimento della destinazione di edilizia popolare a canone sociale dell'intero complesso anche dopo la riqualificazione.