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03/07/2026 10:33
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Il carcere rischia di diventare una seconda condanna: quella all'analfabetismo digitale. Mentre fuori la vita passa tra identità virtuali, servizi online e videochiamate, chi sconta una pena rischia di uscire senza le competenze necessarie per ricominciare. Una distanza che pesa sul reinserimento sociale e che può favorire anche la recidiva.
La sfida è trovare un equilibrio tra due esigenze solo in apparenza opposte: garantire la sicurezza degli istituti e, allo stesso tempo, permettere ai detenuti di mantenere i rapporti con i familiari, seguire percorsi di formazione e acquisire competenze digitali utili per il lavoro. Tra le proposte c'è quella di rendere strutturali le videochiamate introdotte durante la pandemia e consentire un accesso a Internet limitato, controllato e riservato a siti istituzionali, educativi e dedicati al reinserimento.
In questa direzione vanno anche gli investimenti nella formazione digitale, considerata uno degli strumenti più efficaci per preparare il ritorno nella società e ridurre il rischio di tornare a delinquere.