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11/07/2026 18:20
Milano torna al centro della lotta alle truffe agli anziani. Non perché i raggiri siano una novità, ma perché l'inchiesta della Procura ha permesso di risalire, almeno secondo gli investigatori, a quella che sarebbe stata la cabina di regia di decine di colpi messi a segno in tutta Italia.
A far partire l'indagine sono stati gli accertamenti da parte della Polizia, che negli ultimi mesi hanno incrociato denunce, modalità operative e telefonate. Un lavoro che avrebbe portato fino a Napoli, dove è stata denunciata una coppia, lei 26 anni e lui 28, ritenuta il punto di riferimento di un gruppo specializzato nelle truffe agli anziani.
Trentatré gli episodi finiti finora nel fascicolo, tra Milano, Roma e altre città. Durante la perquisizione nell'appartamento della coppia gli investigatori hanno trovato locali rivestiti con pannelli fonoassorbenti e apparecchiature che, secondo l'accusa, servivano a gestire le telefonate e a coordinare i complici inviati di volta in volta sul territorio.
Il copione cambiava a seconda della vittima, ma l'obiettivo era sempre lo stesso: convincere persone spesso sole a consegnare soldi, gioielli o altri oggetti di valore. Tra gli espedienti contestati c'è quello della falsa rapina in gioielleria. Al telefono qualcuno si presenta come appartenente alle forze dell'ordine e racconta che un familiare è coinvolto in un'indagine. Da lì la richiesta di controllare il denaro e i preziosi custoditi in casa. Poco dopo arriva un complice a ritirarli.
L'indagine è ancora alle battute iniziali e dovrà chiarire ruoli e responsabilità dei singoli. Ma conferma anche un dato che nel capoluogo meneghino gli investigatori conoscono bene: dietro molte truffe che sembrano casi isolati c'è spesso un'organizzazione che lavora a distanza, con compiti divisi e un metodo ormai collaudato.