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10/07/2026 16:22
Il servizio riporta fatti di cronaca sulla base delle informazioni disponibili al momento della pubblicazione. Le persone coinvolte sono da considerarsi presunte responsabili fino a eventuale sentenza definitiva. Le indagini e gli accertamenti delle autorità competenti sono tuttora in corso.

La Procura di Milano chiede che Mohammed Saidi resti in carcere. Per la pm Simona Ferraiuolo il ventisettenne algerino che ha sfregiato una ragazza di 23 anni nella metropolitana di Duomo è una persona pericolosa, con un concreto rischio di fuga e di reiterazione del reato. Sarà ora il giudice a decidere sulla richiesta di custodia cautelare.
Nelle ultime ore è emerso anche un altro elemento destinato ad alimentare il dibattito. Poche ore prima dell'aggressione, infatti, Saidi era già stato arrestato dalla Polizia di Stato per danneggiamento e tentato furto su alcune auto in sosta. Processato per direttissima, era stato rimesso in libertà con il divieto di dimora nel Comune di Milano.
L'aggressione è avvenuta nel pomeriggio di giovedì sulla banchina della fermata Duomo della metropolitana. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il ventisettenne avrebbe avvicinato la giovane chiedendole perché lo stesse guardando. Lei gli avrebbe risposto che non era così e avrebbe cercato di avvicinarsi a un'altra ragazza nel tentativo di proteggersi. A quel punto l'uomo l'avrebbe prima insultata e colpita con un pugno, poi avrebbe estratto un coltellino ferendola al volto. La fuga è durata pochi minuti: è stato bloccato e arrestato dagli agenti della Polizia Locale intervenuti sul posto.
"Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare", ha raccontato la ventitreenne agli inquirenti. La giovane è stata soccorsa, trasportata al Policlinico e dimessa con una prognosi di dieci giorni.
Proseguono intanto anche gli accertamenti investigativi. Gli inquirenti stanno verificando il contesto dell'aggressione e l'eventuale esistenza di collegamenti con ambienti radicalizzati, alla luce delle frasi che l'uomo avrebbe pronunciato prima di colpire la vittima. Al momento, però, si tratta di verifiche ancora in corso.