Videonews


20/05/2026 18:25
A Palazzo Marino la parola ufficiale è “confronto”. Ma dietro le porte della riunione di maggioranza convocata dal sindaco Sala, il clima è stato tutt’altro che semplice. Sul tavolo ci sono le tensioni esplose nelle ultime settimane dentro il centrosinistra milanese: dal voto sul gemellaggio con Tel Aviv alle divergenze sul metodo di governo della città, fino alle critiche sulla gestione di alcuni dossier simbolici, come il verde urbano e le grandi trasformazioni di Milano.
Le fratture sono emerse pubblicamente dopo il duro scontro in Consiglio comunale, tanto che lo stesso Sala avrebbe parlato di “qualcosa che si è rotto” nella coalizione. Parole che hanno subito acceso l’attacco del centrodestra, con Lega e Fratelli d’Italia che chiedono addirittura le dimissioni del sindaco e parlano di maggioranza “saltata”.
Ma dentro la giunta il messaggio che filtra è diverso: nessuna resa dei conti imminente, piuttosto la necessità di ritrovare compattezza nell’ultimo anno prima delle elezioni comunali. Ed è proprio questa la linea emersa dal vertice a cui ha partecipato anche l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte: abbassare i toni, tornare a discutere e provare a chiudere il mandato senza trasformare ogni voto in un caso politico.

Perché il rischio, a un anno dal voto, è che Milano entri in una lunga campagna elettorale permanente. E per una città che ha ancora sul tavolo partite decisive la vera sfida della maggioranza sembra ormai una sola: evitare che le divisioni politiche paralizzino il finale di mandato.