Eventi a Vigevano:

Dal 23-11-2025 al 21-06-2026
Musica senza Candele
Dal 14-02-2026 al 22-02-2026
IL (NOSTRO) TEATRO COMICO
Dal 15-02-2026 al 14-06-2026
6 INCONTRI PER AVVICINARSI ALLA SPIRITUALITÀ BUDDISTA
Dal 19-02-2026 al 19-02-2026
LEONARDO INGEGNERE E ARCHITETTO MILITARE
Dal 20-02-2026 al 20-02-2026
ESSERE INACCETTABILE: POESIE PER LA CONTEMPORANEITÀ

Vedi tutti

Grazie a

Cerca nel sito

Cerca telefono

cognome o nome azienda

Videonews


18/02/2026 17:53
Un anno. È passato quasi un anno da quando il consiglio comunale di Milano ha votato all’unanimità un ordine del giorno per permettere ai consiglieri neo-genitori o ricoverati in ospedale di partecipare alle sedute da remoto. Era maggio 2025. Oggi siamo a febbraio 2026 e quella modifica al regolamento non è ancora diventata realtà.
La proposta, presentata da Angelica Vasile del Partito Democratico, è semplice: garantire la continuità del mandato anche in momenti delicati della vita. Parliamo di neo-genitori – naturali, adottivi o affidatari – fino ai tre anni del bambino, di gravidanze a rischio dal settimo mese, di consiglieri ricoverati o costretti a casa con certificato medico.
La partecipazione in videoconferenza verrebbe riconosciuta come presenza effettiva, con pieno diritto di voto. Una modalità che, paradossalmente, è già la norma per molte commissioni consiliari, rimaste online dopo il Covid.
Non si tratta quindi di introdurre una rivoluzione tecnologica, ma di applicare una decisione già presa dall’aula. Il punto oggi non è se sia giusto o sbagliato: su quello il consiglio si è già espresso all’unanimità. Il punto è perché, dopo quasi un anno, la riforma sia ancora ferma.
In gioco non c’è solo un regolamento, ma un principio: le istituzioni devono saper conciliare responsabilità pubbliche e vita privata, senza costringere nessuno a scegliere tra il proprio mandato e la propria salute o la propria famiglia.