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17/07/2026 19:42
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Una deposizione senza fine, che continuerà anche a settembre, quella di William Alfonso Cerbo, detto ‘Scarface’, collaboratore di giustizia nell’ambito del processo ‘Hydra’. Il pentito ha parlato ancora una volta nell’aula bunker del carcere di San Vittore a Milano, nascosto dietro un paravento, che lo escludeva dalla vista dei 45 imputati, alcuni in presenza altri collegati dai vari carceri in cui si trovano, con qualche problema di linea da Spoleto.
I pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, titolari con il procuratore capo Marcello Viola dell’inchiesta sul presunto ‘sistema mafioso lombardo’ che unisce Cosa nostra, ‘ndrangheta e Camorra, stavolta hanno sottoposto a Cerbo anche una serie di fascicolo fotografici. Gli album, scanditi dalla presidente del collegio di giudici Maria Luisa Balzarotti, mostravano diverse immagini di boss, personaggi e imputati nell’ambito del maxiprocesso.
Tra qualche “non lo conosco” e “non mi dice nulla”, Cerbo ha riconosciuto alcuni di loro. Fra tutti, ma per sentito dire, Paolo Aurelio Errante Parrino, nato a Castelvetrano, nel trapanese, e residente ad Abbiategrasso. A parlargli di lui sarebbe stato, secondo quanto afferma, Gaetano Cantarella, referente in Lombardia del clan Mazzei di Cosa Nostra scomparso nel 2020. Da questi avrebbe anche appreso di Bernardino Pace, da lui visto anche in videoconferenza, il pentito che si sarebbe tolto la vita nel carcere di Torino a marzo 2026.
Mentre l’aula bunker di San Vittore si svuota sempre di più, sia di avvocati che di stampa, la presenza civica continua a essere forte sia tra le istituzioni che tra le associazioni.
Ma ora, è il momento della pausa estiva: il prossimo appuntamento segnato in calendario è al 3 settembre, quando sarà il turno del controesame di Cerbo da parte delle difese.