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04/07/2026 15:11
Il servizio contiene riferimenti a un tragico episodio di cronaca, comprese descrizioni di un decesso, che potrebbero risultare sensibili per alcuni spettatori.


Le immagini delle telecamere stanno ricostruendo, minuto dopo minuto, gli ultimi istanti di vita di Alfredo Arustigue Encarnacion, il 28enne peruviano morto dopo essersi introdotto con un gruppo di amici nella piscina Romano, chiusa al pubblico.
Dalle indagini emerge una dinamica più precisa. Il gruppo, composto da otto persone, avrebbe trascorso gran parte della giornata bevendo alcolici nei giardini di piazzale Durante. In serata avrebbe poi raggiunto la piscina di via Ampere, scavalcando la recinzione dopo l'orario di chiusura. Una volta all'interno, avrebbero continuato a bere a bordo vasca e in tre sarebbero entrati in acqua.
Secondo quanto documentato dalle telecamere, Alfredo avrebbe inizialmente camminato nella parte meno profonda della piscina, per poi spostarsi verso la zona dove l'acqua diventa più alta. È lì che avrebbe iniziato ad annaspare, fino a scomparire sott'acqua.
Un solo amico, un uomo di 41 anni, avrebbe tentato di raggiungerlo, ma avrebbe rinunciato perché non sapeva nuotare. A quel punto il gruppo si sarebbe allontanato dall'impianto senza chiamare immediatamente i soccorsi. Solo una volta in strada sarebbe stato chiesto aiuto a un addetto alla sicurezza di un locale della zona, che ha poi allertato il 112.
Per omissione di soccorso e invasione di terreni o edifici sono al momento indagate tre persone già identificate dagli investigatori, mentre proseguono le ricerche degli altri componenti del gruppo.
Resta invece ancora da chiarire la causa dell'annegamento. L'autopsia dovrà stabilire se il giovane sia stato colto da un malore, se abbia perso l'equilibrio raggiungendo un punto in cui non toccava più, o se il consumo di alcol abbia avuto un ruolo nella tragedia. Elementi che saranno fondamentali per ricostruire con precisione quanto accaduto quella notte.