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30/01/2026 17:07
Il video riporta fatti oggetto di un procedimento giudiziario ed è realizzato esclusivamente a fini informativi e di cronaca.

Non era necessario utilizzare delle parole chiave, ma andava comunque delimitato il campo di ricerca. A dirlo è la Cassazione in merito alle perquisizioni disposte dalla procura di Brescia nei telefoni e nei computer dell'ex procuratore di Pavia Mario Venditti e dei carabinieri Silvio Sapone e Giuseppe Spoto. L'indagine è quella che vede al centro Venditti, accusato di aver percepito denaro dal padre di Andrea Sempio, Giuseppe, per archiviare la posizione del figlio, quando era indagato per l'omicidio di Chiara Poggi nel 2017. Il 26 settembre 2025 sono stati sequestrati i telefoni e i computer dell'ex procuratore e dei due carabinieri dalla procura di Brescia, competente su quella di Pavia. A seguito dei ricorsi il tribunale del riesame ha annullato i sequestri, ma la procura ha fatto ricorso in Cassazione. La suprema corte ha confermato l'annullamento dei provvedimenti con motivazioni diverse, però, da quelle fornite dal tribunale del riesame. Al contrario di quanto detto dal riesame, la ricerca poteva coprire tutti gli 11 anni in cui Venditti è stato procuratore a Pavia e poteva anche non usare parole chiave come è stato fatto. Andava comunque tutelato il perimetro di ricerca con dei criteri di selezione che non fossero “sovrapponibili all'oggetto di indagine”, scrive la Suprema Corte. Con questa sentenza la cassazione di fatto esclude dall'indagine a carico di Mario Venditti tutti i contenuti di telefoni e computer che andranno restituiti.