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03/07/2026 16:12
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Le temperature sfiorano i 40 gradi e, mentre l'emergenza caldo mette sotto pressione ospedali e città, ora ad alzare la voce sono anche gli autisti del trasporto pubblico. Secondo Al Cobas, chi guida tram e autobus milanesi sarebbe costretto a lavorare in cabine trasformate in veri e propri forni, con rischi per la salute e, di conseguenza, anche per la sicurezza del servizio.
Il sindacato ha scritto a Regione Lombardia, Ats e Prefetture chiedendo interventi urgenti. Nel mirino soprattutto i vecchi tram della serie K35, privi di aria condizionata, ma anche altre vetture con sistemi di raffrescamento ritenuti insufficienti o malfunzionanti. Secondo Al Cobas, nonostante le segnalazioni presentate già dall'estate scorsa, ATM non avrebbe realizzato gli interventi strutturali richiesti: dalla climatizzazione delle cabine alla rimodulazione dei turni nelle ore più calde. Per questo il sindacato chiede che anche i conducenti del trasporto pubblico vengano inseriti tra le categorie maggiormente tutelate dall'ordinanza regionale contro il caldo estremo.
ATM respinge però le accuse. L'azienda sostiene di aver adottato da tempo misure specifiche per affrontare l'emergenza: turni con personale di scorta per i tram storici K35, distribuzione di acqua ai conducenti, manutenzione degli impianti di climatizzazione e un piano pluriennale di potenziamento. Per ATM, inoltre, fermare i tram storici nelle ore più calde ridurrebbe in modo significativo il servizio di trasporto cittadino e le accuse del sindacato vengono definite infondate.
Ma la replica non convince Al Cobas, che parla di "misure tampone" e sostiene che una bottiglietta d'acqua e qualche turno di supporto non bastino a risolvere un problema che, con estati sempre più torride, rischia di ripresentarsi ogni anno.
Per Al Cobas, insomma, servono interventi strutturali e non misure tampone. Un confronto destinato a proseguire, mentre il caldo continua a mettere alla prova non solo la città, ma anche chi ogni giorno la fa muovere.