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09/05/2026 18:40
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Andrea Sempio potrebbe aver visto (e forse rubato) i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi custoditi nel computer della vittima, forse con la presenza davanti al pc di Marco Poggi oppure in modo furtivo, trafugando quella pen drive trovata nella villa e analizzata nuovamente nell'ultima consulenza informatica.
È quanto sostengono i carabinieri di Milano nella relazione conclusiva allegata all'atto di chiusura delle indagini sul delitto di Garlasco. Si torna a parlare del soliloquio intercettato di Sempio, che i militari etichettano come "a tratti angosciante” in cui l’uomo, da solo in auto, sembra ripercorrere a voce alta quei giorni dell'estate del 2007.
"Andrea era perfettamente a conoscenza del fatto che Chiara fosse rimasta sola a casa ed evidentemente aveva provato un approccio”, scrivono i militari. L'indagato "non poteva essere a conoscenza di quei video a meno che, e le sue parole lo cristallizzano, non ne avesse avuto accesso proprio dal pc presente nella stanza di Chiara oppure, da come emerge dalla consulenza tecnica informatica, dalla pendrive di 2gb".
“Chiara - aggiungono gli investigatori - ad un certo punto avvertì l'esigenza di proteggerli con una password perché è evidente che avesse il dubbio che il proprio segreto potesse essere stato violato”.
In quei video intimi, espliciti, tra l'allora fidanzato e la vittima "è verosimile - scrivono i carabinieri - che si inneschi il movente del delitto: l'infatuazione, la probabile prospettiva sessuale proiettata su Chiara nell'assunto che il girato rappresentasse esso stesso la prova della disinibizione, l'approccio approfittando dell'assenza di Marco e del fatto che la ragazza in quei giorni di agosto fosse sola a casa, il rifiuto, la reazione di Chiara e la furia omicida per un effetto domino" scrive l'Arma.
Intanto, alla luce di questi ed altri elementi, la difesa di Alberto Stasi ha fatto sapere di voler “accelerare il più possibile per presentare l'istanza di revisione' del processo.