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26/06/2026 19:09
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Una protesta allargata, capillare, come la struttura della multinazionale contro cui stanno manifestando. In occasione dell’Amazon Prime Day del 26 giugno, la giornata con cui l’azienda di commercio online propone una serie di sconti, i lavoratori hanno incrociato le braccia. La mobilitazione, indetta dalla Filt Cgil Lombardia, ha visto l’organizzazione di presidi in varie province e comuni della regione. A Milano, i lavoratori si sono radunati in via Vincenzo Toffetti, davanti agli stabilimenti della Amazon Logistics.
Proporre sconti significa, per l’azienda, ricevere tanti ordini, perciò, spiega il sindacato, è proprio per questo che la mobilitazione è andata in scena ora. Al centro della protesta, ci sono criticità strutturali ormai insostenibili relative all’organizzazione del lavoro e al mancato rispetto degli accordi. In particolare, la Filt Cgil denuncia utilizzi impropri dell’estensione oraria, contestazioni disciplinari ritenute illegittime e addebiti scorretti per presunti danni, in violazione a quanto previsto dal contratto nazionale.
Inoltre, i lavoratori chiedono l’avvio di una trattativa adeguata che consideri tutto il personale allo stesso livello.
C’è poi anche il tema del caldo: i carichi di lavoro già molto elevati, denunciano i corrieri, sono diventati ancora più insostenibili con le altissime temperature che stanno interessando questa annata.
La mobilitazione continua anche sabato 27 giugno e resta attivo lo stato di agitazione permanente, con pacchetti di scioperi a singhiozzo.