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18/02/2026 16:38
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Un malore improvviso non aspetta la prossima fermata. Può accadere in viaggio, tra una stazione e l’altra, mentre il treno è in corsa e i minuti diventano decisivi. In quei momenti avere a bordo un defibrillatore può fare la differenza, trasformando un convoglio affollato nel primo anello della catena del soccorso.
Da qui l’approvazione all’unanimità della mozione del consigliere regionale Luca Paladini per portare i defibrillatori automatici esterni sui treni regionali lombardi. L’obiettivo è dare seguito alla delibera già prevista e lavorare con Trenord per installare progressivamente i dispositivi su tutta la flotta, avviando anche un confronto con Rete Ferroviaria Italiana per estendere la presenza dei DAE nelle stazioni del territorio.
Nel 2025 Trenord ha trasportato oltre 205 milioni di passeggeri in circa 780mila corse, in un Paese dove ogni anno circa 60mila persone muoiono per arresto cardiocircolatorio improvviso. Sui treni regionali, però, oggi il protocollo di emergenza prevede ancora la fermata alla prima stazione utile e l’intervento dei soccorsi.
La diffusione dei defibrillatori e la formazione del personale vengono considerate leve decisive per aumentare le possibilità di sopravvivenza, rafforzando la rete di primo soccorso anche sui binari e rendendo il viaggio quotidiano più sicuro.