Videonews


18/09/2026 17:05
Adesso è tempo dei rumors che si rincorrono, dei nomi lanciati sul tavolo e veti incrociati. Milano è ancora ben lontana dalle urne, ma la battaglia politica per le prossime comunali si è già infuocata.

Nel centrodestra si muovono i leader nazionali. A lanciare il primo vero sasso nello stagno è Matteo Salvini: la Lega metterà sul piatto degli alleati la candidatura di Silvia Sardone. "Conosce Milano quartiere per quartiere", assicura il segretario del Carroccio, che presenterà ufficialmente il piano per la città dal palco di Pontida.Nessun diktat, frena però la coalizione. Da Noi Moderati, Maurizio Lupi chiarisce: la scelta sarà unica e condivisa al tavolo dei quattro leader con Meloni, Tajani e Salvini.

Sul tavolo di centrodestra ci sono già diversi profili: la stessa Sardone per la Lega, Matteo Perego di Cremnago per Forza Italia e la carta Lupi. Ma l'obiettivo dichiarato resta uno solo: evitare le rincorse al centro e presentare una figura politica forte e compattata.

Sull'altro fronte, nel centrosinistra, il cantiere è altrettanto turbolento. A sparare a zero sul percorso delle primarie è Carlo Calenda. Il leader di Azione lo dice senza mezzi termini: "Appoggiamo con forza l'ipotesi Mario Calabresi, ma non faremo mai parte del campo largo". La stoccata è diretta: se dalle primarie dovesse uscire un candidato d'area più radicale o di estrema sinistra — come Pierfrancesco Majorino —, Azione romperà gli indugi e correrà da sola con un proprio nome. Una posizione, quella di Calenda, che sta creando non pochi malumori e spaccature anche all'interno degli stessi dirigenti milanesi del suo partito.

Intanto la lista dei papabili si allunga: tra assessori uscenti della giunta Sala e figure civiche, si contano già sette potenziali aspiranti alla fascia tricolore. La sensazione è che la vera partita a scacchi sotto la Madonnina sia appena iniziata