Marcite della Sforzesca, il Parco del Ticino chiarisce il proprio ruolo nella tutela

  • Categoria: Territorio
  • Pubblicato: Martedì, 10 Marzo 2026 12:24
  • 10 Mar

Il tema delle antiche marcite della valle della Sforzesca torna al centro dell’attenzione, con il Parco del Ticino che interviene per precisare il proprio ruolo nella salvaguardia di questo storico sistema agricolo tipico della pianura lombarda.

L’ente ha risposto alle dichiarazioni dell’ex assessore Mario Cantella, sottolineando l’impegno portato avanti negli anni per la conservazione delle marcite, considerate un patrimonio di valore sia storico sia paesaggistico. Allo stesso tempo, il Parco ricorda che la gestione di queste aree richiede la collaborazione tra istituzioni pubbliche e proprietari privati.

Tra le iniziative già avviate rientra un progetto dedicato alla tutela delle marcite, che mira a valorizzare e preservare questa pratica agricola tradizionale. Dall’ente evidenziano come il lavoro quotidiano dei tecnici sia orientato proprio alla protezione del territorio e alla promozione di interventi concreti.

Sul tema è intervenuto anche il presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni, che ha ribadito come la priorità dell’ente resti la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio. Rognoni ha inoltre ricordato che il Parco non dispone degli strumenti giuridici per imporre ai proprietari privati l’utilizzo delle marcite, ma può promuovere iniziative di sensibilizzazione per favorirne la gestione.

 

L’obiettivo per i prossimi anni, spiegano dall’ente, è coinvolgere tutti i soggetti interessati per garantire una gestione efficace dell’intero comprensorio.

Secondo i dati forniti dal Parco, durante l’inverno 2025-2026 oltre la metà delle superfici a marcita presenti nell’area della Sforzesca è stata regolarmente sommersa. La tutela di queste aree, inoltre, è prevista da tempo negli strumenti di pianificazione del Parco: il piano territoriale, attivo dal 1980, limita infatti la trasformazione delle marcite, mentre un regolamento pubblicato nel 1988 individua le zone da mantenere con questa particolare tecnica irrigua.