Nuova azienda venatoria tra Sforzesca e Belcreda, il Wwf annuncia il ricorso al Tar

  • Categoria: Territorio
  • Pubblicato: Lunedì, 31 Agosto 2026 11:03
  • 31 Ago

Il Wwf Lomellino si prepara a ricorrere al Tar contro l’autorizzazione regionale che ha dato il via alla nuova azienda agro-faunistico-venatoria “Dei Duca”, destinata a interessare circa 100 ettari di terreno tra la Sforzesca e Belcreda.

L’associazione ambientalista contesta alcuni aspetti dell’iter autorizzativo e, nelle prossime settimane, intende sottoporre la questione al giudice amministrativo. «Ci sono alcuni passaggi dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione che non ci convincono», spiega Fabrizio Varese, referente del Wwf Lomellino.

In parallelo, l’associazione intende coinvolgere anche l’amministrazione comunale di Vigevano. Nei prossimi giorni Varese annuncia l’invio di una lettera al sindaco Previde Massara, con la richiesta di esprimere una posizione sull’iniziativa privata e sulle osservazioni sollevate dal Wwf. L’area interessata, infatti, comprende anche terreni del territorio di Vigevano, in particolare nella zona della Sforzesca.

Il Wwf ha inoltre esaminato il ruolo svolto dagli altri enti coinvolti nel procedimento. Tra questi c’è il Parco del Ticino, al quale l’associazione riconosce di aver operato nell’ambito delle proprie competenze, pur ritenendo che sulla vicenda avrebbe potuto assumere un ruolo più incisivo.

Un altro punto riguarda il Comune di Gambolò e, in particolare, una delibera della giunta Costantino relativa all’utilizzo della strada che conduce all’ex Cava Buratti. Tra le motivazioni indicate per il via libera figura anche la necessità di contrastare l’abbandono dei rifiuti attraverso i controlli previsti dai gestori dell’area venatoria.

Su questo provvedimento il Wwf, attraverso un legale, ha chiesto l’annullamento in autotutela, sostenendo che la competenza ad assumere la decisione spetterebbe al consiglio comunale e non alla giunta. L’associazione solleva inoltre una questione più generale sulla vigilanza del territorio. «I controlli – osserva Varese – spettano all’ente pubblico e non possono essere sostituiti dall’attività di un soggetto privato».

L’autorizzazione regionale alla nuova azienda venatoria è arrivata il 31 luglio, in anticipo rispetto ai tempi inizialmente attesi, che indicavano gennaio come possibile data per la conclusione dell’iter.

Nel procedimento è intervenuta anche la Provincia, che non ha espresso un parere nell’ambito dell’iter autorizzativo e ha indicato nel Parco del Ticino l’ente a cui rivolgersi per le questioni sollevate dal Wwf. «Tocca al Parco del Ticino», ha scritto il dirigente Antonio Massaro.