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28/01/2026 17:39
Questo video ha finalità esclusivamente informative e giornalistiche. Le informazioni riportate si basano su fonti ufficiali e dichiarazioni pubbliche disponibili alla data di pubblicazione.

Sul filone ICE oggi lo scontro diventa apertamente politico.
Da una parte il sindaco di Milano Beppe Sala, dall’altra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. A riaccendere la miccia è un post pubblicato oggi dal primo cittadino, che critica duramente la linea del Viminale e difende l’operato del Comune, rivendicando un approccio diverso sul tema dei controlli e della gestione dell’immigrazione.
Una presa di posizione che non è passata inosservata e che segna un nuovo capitolo nel braccio di ferro tra Palazzo Marino e il Governo. Sala parla di una città che non può essere trattata solo come un problema di ordine pubblico, mentre dal Viminale la risposta è affidata alla linea della fermezza e del rispetto delle regole.
Nel giro di poche ore arrivano anche le reazioni politiche. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein si schiera al fianco del sindaco, parlando di una destra che alimenta lo scontro invece di cercare soluzioni strutturali. Di segno opposto le parole che arrivano dall’area di centrodestra: tra i primi a intervenire, esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia, che accusano Sala di fare propaganda e ribadiscono la necessità di controlli più rigidi e interventi decisi.
Uno scontro che ormai va oltre il piano amministrativo e diventa politico e simbolico, con Milano al centro del dibattito nazionale. A queste posizioni infatti si aggiunge anche una voce istituzionale neutra: il segretario generale della CEI,la Conferenza Episcopale Italiana , monsignor Baturi, che ha dichiarato di augurarsi che il rispetto dell’ordine pubblico sia assicurato dalle autorità italiane. E intanto la tensione si sposta anche fuori dai palazzi: sabato è annunciata una manifestazione, un presidio pacifico per chiedere Olimpiadi all’insegna dei diritti umani e dire no alla presenza dell’ICE in città.